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| Chantal Joffe "Self Portrait Pregnant" (2004) |
Visualizzazione post con etichetta donne. Mostra tutti i post
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lunedì 24 febbraio 2020
Donne in gravidanza, il pudore degli artisti nel ritrarre il pancione
martedì 21 gennaio 2020
Il duro lavoro delle donne
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| "Scavi a Pompei" |
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| "La raccolta del granturco" |
lunedì 7 ottobre 2019
Dobbiamo tutte essere grate a Nellie Bly, cronista di fine '800
Nessuna ragazza di oggi che vuole fare la giornalista potrebbe avere un modello migliore di Nellie Bly. Lo scrive chiaramente David Randall nella prefazione della prima graphic novel a lei dedicata che ha firmato Luciana Cimino come sceneggiatrice e Sergio Algozzino come disegnatore.
Come dargli torto! Centocinquanta anni fa Nellie Bly rivoluziò il mondo del giornalismo non solo inventando le inchieste investigative sotto copertura, ma soprattutto - quando alle donne era preclusa ogni possibilità di professione e carriera - riuscì nell' impresa di farsi assumere da un quotidiano e a stracciare i colleghi maschi con imprese epocali. Un esempio su tutti: fu lei, in un mondo di viaggiatori ed espoloratori uomini, la prima a compiere in solitaria il giro del mondo in 72 giorni, 6 ore, 11 minuti e 14 secondi. È la stessa Nellie Bly nella graphic novel edita da Tunué (160 pagine, 17 euro) a raccontarlo - in un costante confronto con una giovane giornalista che vuole intraprendere la stessa carriera - come dovette lottare e come alla fine la spuntò con il suo direttore diventando simbolo di tenacia, di libertà, di emancipazione femminile.
Come dargli torto! Centocinquanta anni fa Nellie Bly rivoluziò il mondo del giornalismo non solo inventando le inchieste investigative sotto copertura, ma soprattutto - quando alle donne era preclusa ogni possibilità di professione e carriera - riuscì nell' impresa di farsi assumere da un quotidiano e a stracciare i colleghi maschi con imprese epocali. Un esempio su tutti: fu lei, in un mondo di viaggiatori ed espoloratori uomini, la prima a compiere in solitaria il giro del mondo in 72 giorni, 6 ore, 11 minuti e 14 secondi. È la stessa Nellie Bly nella graphic novel edita da Tunué (160 pagine, 17 euro) a raccontarlo - in un costante confronto con una giovane giornalista che vuole intraprendere la stessa carriera - come dovette lottare e come alla fine la spuntò con il suo direttore diventando simbolo di tenacia, di libertà, di emancipazione femminile.
venerdì 22 marzo 2019
Letizia Battaglia, fotografia come scelta di vita
Ha ottantaquattro anni Letizia Battaglia. Lei, prima donna europea premiata a New York con l'Eugene Smith (il più prestigioso dei riconoscimenti, il nobel per la fotografia), diventata famosa per i suoi scatti ai morti ammazzati dalla mafia (tra cui Pier Santi Mattarella) non ci sta ad essere etichettata come fotografa e ancor meno a essere conosciuta nel mondo semplicemente come "la fotografa della mafia": «Non diciamo sciocchezze! Io sono una persona, non sono una fotografa». E lo dice con così tanta convinzione che questa frase campeggia all' ingresso dell' antologica a lei dedicata che apre oggi alla Casa dei Tre Oci a Venezia, curata da Francesca Alfano Miglietti. «Quando ho fotografato l'ho fatto perché dovevo», puntualizza smontando in pochi secondi il falso mito del "divino artefice", del demiurgo e dell' ispirazione sovrannaturale.
Rivendica con orgoglio la necessità di fare quelle foto per portarsi a casa uno stipendio (era una reporter de L' Ora), e rivela senza nessun problema che la fotografia è stata la sua terapia. «La macchinetta che mi ha regalato una mia amica è stata determinante. Ero una donna con tanti problemi, ero infelice, inquieta, non avevo elaborato la strada: ero madre, ma volevo essere io», ricorda. «Sono riuscita a riappropriarmi di me quando ho iniziato a fotografare». E ancora: «La fotografia l'ho vissuta come documento, come interpretazione e come tanto altro ancora. L'ho vissuta come acqua dentro la quale mi sono immersa, mi sono lavata e purificata. L'ho vissuta come salvezza e come verità».

martedì 21 agosto 2018
"Sono Fernanda Wittgens", la donna che salvò i capolavori di Brera dai nazisti e dalle bombe
Se la Pinacoteca di Brera è uno dei musei più importanti e visitati in Italia lo si deve soprattutto a una donna. Una donna coraggiosa, determinata e
innamorata dell'arte che non si risparmiò per salvare, acquistare e
rendere fruibili a tutti i capolavori che oggi i visitatori di tutto il
mondo possono ancora ammirare. Lei è Fernanda Wittgens, la prima soprintendente a ricoprire il ruolo di dirigente di un
importante museo fino ad allora ad esclusivo appannaggio degli uomini:
«una donna», per dirla con le sue parole, «a cui il destino ha dato
compiti da uomo, ma che li ha sempre assolti senza
tradire l'affettività femminile».
domenica 4 febbraio 2018
Marianne Liebe Brandt, la designer del Bauhaus che inventò la Kandem
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| Autoritratto, 1929 |
mercoledì 5 ottobre 2016
Lo sguardo delle donne sulla storia
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| Le ragazze di Prima Linea Giovanna Borgese, Torino 1981 | ||
I colleghi delle agenzie e dei quotidiani scattavano le loro
foto del processo e tornavano di corsa in redazione. Lei, invece, non avendo
tempi da rispettare, poteva restare fino alla fine e scrutare i volti di quelle
persone rinchiuse dietro le sbarre per cogliere con la sua macchinetta le loro
espressioni di dolore, strafottenza, incoscienza. La foto Le ragazze di
Prima Linea scattata da Giovanna Borgese a Torino nel 1981 è una delle
150 fotografie esposte nella mostra L'altro sguardo che inaugura
oggi 5 ottobre alla Triennale di Milano e che raccoglie i lavori di sessanta
fotografe italiane, di varie generazioni, realizzati nell’arco di
cinquant’anni, dal 1965 al 2015. Foto collezionate con passione e competenza da
Donata Pizzi come «atto politico» e che
fanno il punto sulla storia della fotografia italiana al femminile, ma non
solo.
lunedì 9 novembre 2015
Eccellenza sanitaria? Maddeche: in Lombardia sono tutti obiettori #194 #RU486
Eccellenza sanitaria in Lombardia, ma non per quel che riguarda l'utilizzo della RU486, la pillola per l’interruzione farmacologica di una gravidanza indesiderata. Da un'analisi dettagliata condotta sulle strutture pubbliche della regione presentata oggi al Pirellone da Sara Valmaggi e Enrico Brambilla emerge infatti che la Lombardia è al 15 esimo posto tra tutte le regioni italiane per quanto riguarda la somministrazione della pillola. Nel 2014 infatti la percentuale di Ivg farmacologiche nella Regione è ferma al 4,5% (era 3,3% nel 2013) a fronte del 30,5 % della Liguria, del 27% della Valle d’Aosta, del 23,3% del Piemonte, del 21,8% dell’Emilia Romagna e dell’11,7% della Toscana.
mercoledì 14 ottobre 2015
Le donne di Kunduz sotto assedio: violenze, stupri e persecuzioni
I talebani hanno commesso una serie infinita di violenze, di violazioni dei diritti delle donne a Kunduz, nel nord dell’Afghanistan. E hanno messo in fuga tutte coloro che erano note per il lavoro in difesa delle donne. Nuove denunce arrivano dalle pagine del New York Times: «L’occupazione dei talebani a Kunduz può essere stata temporanea, ma quello che hanno fatto ai diritti delle donne potrebbe durare a lungo», scrive Alissa J. Rubin a più di due settimane dall’attacco dei Talebani a Kunduz City e a 14 anni dalla caduta del regime del mullah Omar.
martedì 6 ottobre 2015
I passeggini di Nari Ward: la città come Grande Madre
Tre ore non bastano. C'è Frida Kalho in versione "cerva", Virginia Wolf che indossa i vestiti della madre, Carla Accardi, Louise Bourgeois, Cindy Sherman, Judy Chicago, Sherrie Levine, Lee Miller e Man Ray, Rineke Dijkstra e Ida Applebroog tra le 127 artiste e artisti che danno vita alla mostra "La Grande Madre" allestita a Palazzo Reale. Domenica mattina, dopo averne sentito tanto parlare finalmente riesco ad andare a vederla. Con me c'è Dario, il mio compagno, incuriosito dall'arte contemporanea che ha superato la concezione di bello, di visivo e di estetico per raggiungere quella di sensorialità complessiva, ma soprattutto interessato alla "donna" e al suo potere.
giovedì 20 agosto 2015
Ogni ora in Italia viene stuprata una donna
Il ministero dell'Interno ha tirato fuori i dati degli stupri in italia: nel periodo che va dal 4 marzo 2014 al 3 marzo scorso, sono stati registrati con esattezza 3.624. Cioè uno stupro ogni 145 minuti.
Ma qualcosa non mi torna.
Faccio un rapido giro in rete alla ricerca di dati e statistiche e quello che trovo è questo: in Germania, con una popolazione di 88 milioni di persone, la media annua di stupri è di 7961 casi; nel Regno Unito (64 milioni di persone) 14036 casi; in Francia (66Milioni) 10173.
Ora, a meno di non pensare che in Francia Germania e Regno Unito si stupri più che in Italia, è evidente che nel nostro paese non tutte le donne che subiscono violenza sessuale sporgono denuncia.
Ma qualcosa non mi torna.
Faccio un rapido giro in rete alla ricerca di dati e statistiche e quello che trovo è questo: in Germania, con una popolazione di 88 milioni di persone, la media annua di stupri è di 7961 casi; nel Regno Unito (64 milioni di persone) 14036 casi; in Francia (66Milioni) 10173.
Ora, a meno di non pensare che in Francia Germania e Regno Unito si stupri più che in Italia, è evidente che nel nostro paese non tutte le donne che subiscono violenza sessuale sporgono denuncia.
venerdì 26 settembre 2014
Un giorno in Siria tra le donne kurde combattenti del YPJ / VIDEO
Questo video di Iolanda corsaronero, arrivato tramite la mail list del Gruppo Cafiero, è una bella testimonianza sulle donne curde combattenti della YPG (unità di difesa delle donne). Dalla videointervista un forte appello alle donne europee a ribellarsi al capitalismo, fonte di tutte le oppressioni, anche quelle di genere.
domenica 13 aprile 2014
Fuori la chiesa dalle mutande #MoltoPiùDi194
Si è rotto il preservativo e Sara è costretta a correre all'ospedale per chiedere che le venga prescritta la pillola del giorno dopo.
Impresa praticamente impossibile: l'80% dei medici in servizio nelle strutture della Lombardia sono obiettori.
Lei, però è fortunata. Dopo tanto peregrinare da una struttura all'altra riesce a trovare un dottore che le compila la ricetta con la quale acquistare la medicina.
Ma è ancora troppo presto per cantare vittoria. Quando si presenta in farmacia, e ne gira parecchie, non vogliono venderle il farmaco: anche dietro al bancone ci sono uomini in camice bianco che obbiettiano.
Tempo scaduto.
Impresa praticamente impossibile: l'80% dei medici in servizio nelle strutture della Lombardia sono obiettori.
Lei, però è fortunata. Dopo tanto peregrinare da una struttura all'altra riesce a trovare un dottore che le compila la ricetta con la quale acquistare la medicina.
Ma è ancora troppo presto per cantare vittoria. Quando si presenta in farmacia, e ne gira parecchie, non vogliono venderle il farmaco: anche dietro al bancone ci sono uomini in camice bianco che obbiettiano.
Tempo scaduto.
mercoledì 27 novembre 2013
"E te lo voglio dì che so stato io": una serata con il fiocco bianco
La violenza contro le donne è un fenomeno complesso che richiede un intervento integrato sui vari livelli: sociale, comunitario, relazionale ed individuale. Serve coordinare strumenti legislativi, strutture di sostegno alle vittime, interventi di contrasto e politiche di prevenzione. Ma è fondamentale anche che ai servizi per le donne maltrattate, abusate siano affiancati servizi specifici per gli uomini che vogliono cambiare e interrompere la violenza. In Italia ci sono ancora poche esperienze di questo tipo. A Roma, salvo qualche esperienze interessante, manca ancora un servizio strutturato. E' per questo che il 4 dicembre prossimo decine di artisti straordinari si esibiranno in "E te lo voglio dì che so stato io" nella serata organizzata da "Un taglio solidale" all'Auditorium Parco della Musica in occasione della Campagna del Fiocco Bianco.
lunedì 25 novembre 2013
#25N Violenza verbale, sessuale o istituzionale è violenza uguale
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