mercoledì 6 marzo 2019

Birgit Jürgenssen: "Io sono" donna, artista, femminista

Hausfrauen-kucheshurze
Nel 1975 Birgit Jürgenssen costruì e poi si infilò il grembiule da casalinga: "Hausfrauen-kucheshurze" era una sorta di cucina indossabile con due fuochi e un forno dal quale fuoriusciva un pane a forma di pene. Poi si fotografò inquadrata da davanti e di profilo: il corpo dell’artista e la cucina diventano un unicum in quella rappresentazione ironica che mette in discussione i pregiudizi e i modelli di comportamento a cui erano (sono) soggette le donne all’interno della società.

domenica 3 marzo 2019

Lola June, the baby artist who making crazy New York


Other than dolls, pans, or balloons: her games are colors and brushes. Lola June, only two years old, sitting on the floor mixes tempera until to find the color gradation she likes the most. Then she spreads it on the canvas with a gestural storm and irreverent sign: what comes out are fantastic worlds in which her imagination over takes. Artworks that are literally making crazy the collectors of New York.
Lola June has just inaugurated her first solo exhibition in a gallery in Union Square, one of the most iconic squares of the city, selling in a few hours much more than many artist on the market of the Big Apple can sell in an year. 

sabato 2 marzo 2019

Lola June, la baby artista di due anni che sta facendo impazzire New York


Altro che bambole, pentoline, o palloni: i suoi giochi sono colori e pennelli. Lola June ha appena due anni e seduta per terra mescola la tempera fino a trovare la gradazione cromatica che più le piace, poi la stende sulla tela con una tempesta gestuale e segnica prorompente: quello che viene fuori sono i mondi fantastici in cui la sua immaginazione di bimba sconfina. Opere d' arte a tutti gli effetti che stanno facendo impazzire i collezionisti di New York.
Lola June ha infatti appena inaugurato la sua prima mostra personale in una galleria a Union Square, una delle piazze iconiche della città, vendendo in poche ore molto più di quanto riescano in un anno tanti creativi sul mercato della Grande Mela. Il giorno dell' inaugurazione, racconta la rivista The Cute che le ha dedicato un ampio servizio, la piccola pittrice ha accolto i suoi estimatori con una particolarissima acconciatura (nove codini attorcigliati e tenuti su da nastrini colorati), il pannolone sotto i pantaloni all' ultima moda maculati di rosa e le mani sporche di ciò che restava di un biscotto alla vaniglia e cioccolato sbriciolato.

venerdì 1 marzo 2019

Architettura e design dalla parte della Natura #Triennale


La nazione delle Piante
La comunità internazionale del design e dell’architettura si interroga su come ricostruire il rapporto, ormai “strappato”, dell’uomo con la natura. E lo fa con una delle sue manifestazio-ni più importanti: la Triennale di Milano. La XXII edizione dell’Esposizione Internazionale che inaugura oggi si chiama infatti «Broken Nature» e propone approcci creativi che mirano a correggere il corso autodistruttivo dell’umanità. A firmarla come curatrice è Paola Antonelli che arriva dal Moma di New York ingaggiata dal presidente di Triennale Stefano Boeri per coordinare questa importante manifestazione che, riprendendo la tradizione della Triennale, la connette ad uno dei grandi temi della nostra contemporaneità: come possiamo restituire alla natura quanto in questi secoli le è stato sottratto?

lunedì 25 febbraio 2019

Giorgio Andreotta Calò ha portato il mare a Milano

Meduse
Dopo essersi inabbissato, il piroscafo "Città di Milano" riemerge dalle profondità marine con un carico di sculture enigmatiche. Sono le opere di Giorgio Andreotta Calò (ha rappresentato l'Italia all'ultima Biennale di Venezia con la spettacolare installazione all'Arsenale "La fine del mondo") che hanno "invaso" i 1400 metri quadrati dello Shed del PirelliHangar Bicocca a Milano per raccontare vicende dimenticate in una stimolante trama di rimandi. A cominciare dal titolo scelto per la mostra Città di Milano che è il nome del piroscafo della Pirelli che il 16 giugno del 1919, urtando in una secca, colò a picco al largo di Filicudi dopo 32 anni di campagne fra posa e riparazione di cavi telegrafici sottomarini tra le isole italiane, il Mar Rosso, lo Stretto di Gibilterra, le Baleari, il Marocco, la Libia, l'Oceano Indiano, le guerre (come quella italo-turca quando dovette andare ai Dardanelli a tagliar cavi sotto il fuoco delle batterie nemiche) e la riparazione di quelli spazzati via dalle onde del maremoto a Messina.