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venerdì 1 marzo 2019

Architettura e design dalla parte della Natura #Triennale


La nazione delle Piante
La comunità internazionale del design e dell’architettura si interroga su come ricostruire il rapporto, ormai “strappato”, dell’uomo con la natura. E lo fa con una delle sue manifestazio-ni più importanti: la Triennale di Milano. La XXII edizione dell’Esposizione Internazionale che inaugura oggi si chiama infatti «Broken Nature» e propone approcci creativi che mirano a correggere il corso autodistruttivo dell’umanità. A firmarla come curatrice è Paola Antonelli che arriva dal Moma di New York ingaggiata dal presidente di Triennale Stefano Boeri per coordinare questa importante manifestazione che, riprendendo la tradizione della Triennale, la connette ad uno dei grandi temi della nostra contemporaneità: come possiamo restituire alla natura quanto in questi secoli le è stato sottratto?

venerdì 12 gennaio 2018

Che cosa è una casa? Chi la vive? Chi non ce l'ha? 999 domande sull'abitare

Cosa fa il tuo animale domestico quando non ci sei? Nell’ascensore del tuo palazzo si fanno incontri interessanti? E ancora: cosa abitiamo? Può l’ufficio essere una casa? Il nostro corpo è la nostra prima casa? Ti piacerebbe che a casa tua passasse il mondo?
Queste sono solo alcune delle riflessioni alle quali è sollecitato il visitatore della mostra che inaugura oggi in Triennale. “999. Una collezione di domande sull’abitare contemporaneo” è infatti una rassegna d’architettura unica nel suo genere: è piuttosto una grande indagine sul concetto di casa, sul senso di dimora a cavallo tra il mondo fisico e quello digitale; è un viaggio attraverso i nuovi immaginari che trasformano le nostre esistenze.

sabato 16 settembre 2017

“The ballad of sexual dependency", il diario-capolavoro di Nan Goldin #triennale



Nan Goldin e la sua Trixie

Aveva solo undici anni quando la sua adorata sorella Barbara si uccise sdraiandosi sui binari di una ferrovia nei pressi di Washington. Era il 12 aprile 1965, sconvolta scappò di casa diverse volte, e alla fine i genitori la diedero in affidamento. Fu una tragedia che la segnò profondamente e che contribuì a fare di Nan Goldin  la grande fotografa che tutto il mondo conosce e apprezza come una delle maggiori esponenti di quell'arte che punta all'identificazione completa con la propria vita.
«Ho iniziato a scattare foto per via del suicidio di mia sorella», dice la Goldin. «L'avevo persa. Era diventata un'ossessione, non volevo perdere mai più il ricordo di qualcuno». E così fu. Dopo aver studiato fotografia a Boston, si trasferì a New York documentando le serate, gli abusi, gli amori, le perdite, i dolori di cui i suoi amici e lei stessa erano protagonisti: un immenso album di famiglia, un diario visivo popolato da conoscenti e amanti, tossici, drag queen, donne pestate.

sabato 14 gennaio 2017

Gillo Dorfles, 106 anni un'altra mostra. E un regalo per me



A centosei anni Gillo Dorfles inaugura in Triennale la sua ultima mostra. Alle 11 in punto, il 12 gennaio scorso,   era già a Palazzo dell’Arte a Milano, mentre gli addetti all’allestimento montavano gli ultimi pezzi in vista del vernissage della sera. «Sono molto soddisfatto dell'allestimento. Non potevo chiedere di meglio. La parete arancione poi... Bella», commenta mentre passa in rassegna le sue creazioni. Lui - maestro dell’Estetica italiana, critico d’arte, pittore e filosofo - espone per la prima volta i disegni dedicati a “Vitriol”, un personaggio da lui inventato nel 2010: una figura senza forme, inquietante e enigmatica, dagli occhi accesi, penetranti, ipnotici che scrutano e incantano chi guarda. In mezzo, attorno, sopra ci sono citazioni in tedesco, oltre a diverse parole e numeri che sembrano codici da decifrare.  

mercoledì 5 ottobre 2016

Lo sguardo delle donne sulla storia



Le ragazze di Prima Linea
Giovanna Borgese,
Torino 1981





I colleghi delle agenzie e dei quotidiani scattavano le loro foto del processo e tornavano di corsa in redazione. Lei, invece, non avendo tempi da rispettare, poteva restare fino alla fine e scrutare i volti di quelle persone rinchiuse dietro le sbarre per cogliere con la sua macchinetta le loro espressioni di dolore, strafottenza, incoscienza. La foto Le ragazze di Prima Linea scattata da Giovanna Borgese a Torino nel 1981 è una delle 150 fotografie esposte nella mostra L'altro sguardo che inaugura oggi 5 ottobre alla Triennale di Milano e che raccoglie i lavori di sessanta fotografe italiane, di varie generazioni, realizzati nell’arco di cinquant’anni, dal 1965 al 2015. Foto collezionate con passione e competenza da Donata Pizzi come «atto politico» e che fanno il punto sulla storia della fotografia italiana al femminile, ma non solo.