«Le perle non sono assolutamente negoziabili», rispose senza possibilità di replica Margaret Thatcher a chi, nel Partito Conservatore inglese, le voleva imporre un nuovo look in vista della candidatura a Primo Ministro. E così quando la mattina del 4 maggio 1979 i riflettori dei cameramen e i flash dei fotografi provenienti da tutto il mondo la immortalarono per la prima volta davanti la residenza in Downing Street numero 10 al centro di Londra, fresca di nomina, la futura Lady di Ferro indossava un vestito e una giacca neri e bianchi di Donegal e al collo un giro di perle.
Lei, come lei tantissime donne di oggi e del passato, non poteva rinunciare a quel tesoro donato dal mare all’umanità. Da Cleopatra a Margherita di Savoia, considerata la “regina delle perle” da Grace di Monaco a Jacqueline Kennedy Onassis, da Audrey Hepburn a Marilyn Monroe, fino a Coco Chanel, che sosteneva che una donna ha bisogno di fili e fili: tutte hanno legato il loro stile a quelle sfere iridescenti che tramandano storie e leggende.
Simbolo di eleganza, le perle sono infatti gioielli senza tempo, da portare in qualsiasi occasione, che stanno bene al collo di signore e giovanissime. Che ora hanno anche la possibilità di indossarle in maniera contemporanea.
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giovedì 8 agosto 2019
venerdì 1 marzo 2019
Architettura e design dalla parte della Natura #Triennale
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| La nazione delle Piante |
domenica 4 febbraio 2018
Marianne Liebe Brandt, la designer del Bauhaus che inventò la Kandem
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| Autoritratto, 1929 |
domenica 2 aprile 2017
Fuori Salone aspettando la "Maestà Tradita"
| Maestà Tradita, Gaetano Pesce |
martedì 28 marzo 2017
Codice di Avviamento Fantastico: ecco come ti rivoluziono gli appartamenti del principe
| Nanda Vigo e la sua astronave |
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| Aki Kondo e il suo Eden |
mercoledì 13 aprile 2016
Plagio o atto rivoluzionario? Il letto di Magistretti si vende al grande magazzino
Rifare, copiando alla perfezione la Gioconda di Leonardo Da Vinci, non rappresenta un atto creativo, né artistico. Se qualcuno la vendesse sarebbe accusato di plagio, oltre che di truffa. Quando però Marcel Duchamp, nel 1919, rifece tale e quale Monna Lisa aggiungendole dei baffi, una barbetta e la firmò LHOOQ («elle a chaud au cul»: si concede facilmente) compì un atto assolutamente creativo e rivoluzionario. Non era una copia e quando la espose provocò scandalo. Rivoluzionario e scandaloso può essere considerato anche il letto Max esposto da MondoConvenienza. Anche questo oggetto è tale e quale al famoso Nathalie di Vico Magistretti, uno dei più apprezzati architetti e designer del ’900, ma il dettaglio del prezzo (viene venduto ad almeno un decimo di quello griffato) è talmente provocatorio, radicale, avanzato da meritarsi un applauso. Chi ha avuto l’idea di rendere accessibile a tutte le tasche un’opera di design pregiata come quella di Magistretti non può essere perseguito, quanto piuttosto considerato un benefattore dell’intera umanità oltre che un genio. Vivere in mezzo alle cose belle non può essere una prerogativa esclusiva delle persone facoltose: tutti, avendo il gusto di sceglierle, devono goderne; tutti devono potersi circondare di oggetti belli che notoriamente migliorano la qualità della vita e della socialità.
venerdì 11 dicembre 2015
Genio e leggerezza prima della catastrofe
Può esistere un periodo di
creatività straordinaria mentre la nazione corre verso la catastrofe
di una guerra mondiale? Assolutamente sì. Nel Ventennio le arti
decorative sono state infatti l'unico ambito in cui è sopravvissuto un autentico
e reale libero arbitrio e lo dimostra l'innovativa, eccentrica, spiazzante
produzione tra le due guerre ben documentata dalla mostra "Dal liberty al
design italiano" in corso fino al 17 gennaio al Palazzo delle Esposizioni
di Roma. "Le arti decorative", spiega Guy Cogeval, il presidente del
museo d'Orsay, nel catalogo edito da Skira, "dai mobili eccentrici di
Carlo Bugatti, alle invenzioni dei Futuristi, fino alle inaspettate sedie rosse
di Marcello Piacentini, ci parlano di una creatività gioiosa, di una capacità
inventiva senza limiti, ma soprattutto definiscono un carattere italiano che
ancora oggi contraddistingue il design, la moda, l'arte".
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