Visualizzazione post con etichetta design. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta design. Mostra tutti i post

giovedì 8 agosto 2019

Così ti svecchio le perle. I gielli hi-tech di Lucilla Benchimol

«Le perle non sono assolutamente negoziabili», rispose senza possibilità di replica Margaret Thatcher a chi, nel Partito Conservatore inglese, le voleva imporre un nuovo look in vista della candidatura a Primo Ministro. E così quando la mattina del 4 maggio 1979 i riflettori dei cameramen e i flash dei fotografi provenienti da tutto il mondo la immortalarono per la prima volta davanti la residenza in Downing Street numero 10 al centro di Londra, fresca di nomina, la futura Lady di Ferro indossava un vestito e una giacca neri e bianchi di Donegal e al collo un giro di perle.
Lei, come lei tantissime donne di oggi e del passato, non poteva rinunciare a quel tesoro donato dal mare all’umanità. Da Cleopatra a Margherita di Savoia, considerata la “regina delle perle” da Grace di Monaco a Jacqueline Kennedy Onassis, da Audrey Hepburn a Marilyn Monroe, fino a Coco Chanel, che sosteneva che una donna ha bisogno di fili e fili: tutte hanno legato il loro stile a quelle sfere iridescenti che tramandano storie e leggende.
Simbolo di eleganza, le perle sono infatti gioielli senza tempo, da portare in qualsiasi occasione, che stanno bene al collo di signore e giovanissime. Che ora hanno anche la possibilità di indossarle in maniera contemporanea.

venerdì 1 marzo 2019

Architettura e design dalla parte della Natura #Triennale


La nazione delle Piante
La comunità internazionale del design e dell’architettura si interroga su come ricostruire il rapporto, ormai “strappato”, dell’uomo con la natura. E lo fa con una delle sue manifestazio-ni più importanti: la Triennale di Milano. La XXII edizione dell’Esposizione Internazionale che inaugura oggi si chiama infatti «Broken Nature» e propone approcci creativi che mirano a correggere il corso autodistruttivo dell’umanità. A firmarla come curatrice è Paola Antonelli che arriva dal Moma di New York ingaggiata dal presidente di Triennale Stefano Boeri per coordinare questa importante manifestazione che, riprendendo la tradizione della Triennale, la connette ad uno dei grandi temi della nostra contemporaneità: come possiamo restituire alla natura quanto in questi secoli le è stato sottratto?

domenica 4 febbraio 2018

Marianne Liebe Brandt, la designer del Bauhaus che inventò la Kandem

Autoritratto, 1929
Il nome di Marianne Liebe Brandt forse ai più non dirà nulla, ma gli oggetti che ha creato quasi un secolo fa sono conosciuti un po' da tutti, se non altro perchè sono molto usati ancora oggi. Si tratta di pezzi di design diventati icone (gli originali sono nei musei, come il British ad esempio), nuovi tipi di apparecchi per l'illuminazione progettati a Dessau negli anni Trenta e destinati a rimanere emblematici dello "stile Bauhaus": la lampada da soffitto a globo, quella a parete con braccio orientabile, quella a saliscendi - per citare i modelli più famosi - e quella da comodino Kandem che quest' anno compie novanta anni. Prodotta dalla Korting&Mathiesen di Lipsia, la Kandem di Marianne, essenziale e compatta, rappresenta la sintesi dell'idea stessa di lampada.

domenica 2 aprile 2017

Fuori Salone aspettando la "Maestà Tradita"

Maestà Tradita, Gaetano Pesce
C'è da perderci la testa. Da lunedì scorso, quando a Palazzo Reale la mostra "Codice di Avviamento Fantastico" ha dato il via all'Art Week, a Milano è un susseguirsi di conferenze stampa, vernissage, incontri, party. La città è frenetica, elettrizzata e coinvolge anche coloro che con l'arte non hanno nulla a che fare: in ogni quartiere, in centro e in periferia, nei palazzi istituzionali, nei musei, nelle gallerie, nei loft privati, nei cortili delle università e perfino nei refettori dei conventi ci sono migliaia di manifestazioni che richiamano artisti, galleristi, curatori e collezionisti ma anche semplici curiosi o amanti della mondanità costringendo i giornalisti a sdoppiarsi, triplicarsi per raccontare tutto o quasi. Il clou verrà raggiunto martedì quando in contemporanea inaugurerà nell'area fieristica di Rho-Pero il 56° Salone Internazionale del Mobile per il quale sono attesi 300.000 visitatori provenienti da più di 165 Paesi, e gli oltre mille eventi del "Fuori Salone". Praticamente impossibile vedere e partecipare a tutti senza avere il dono dell'ubiquità, ma ci sono appuntamenti che non si possono assolutamente perdere, anche perché è facile imbattercisi anche solo passeggiando in città.

martedì 28 marzo 2017

Codice di Avviamento Fantastico: ecco come ti rivoluziono gli appartamenti del principe

Nanda Vigo e la sua astronave
Un'astronave è precipitata a Palazzo Reale. La navicella spaziale, luminosa, colorata, ricoperta di Alcantara è rimasta "incastrata" tra le pareti di una delle stanze dell'Appartamento del Principe aprendo un varco verso un nuovo mondo, un giardino alieno dove zampilla una fontana di luce. È l'ouverture della mostra "Codice di avviamento fantastico" - aperta gratuitamente a Palazzo Reale fino al 30 aprile - affidata alla designer Nanda Vigo: un intervento che destabilizza e introduce in un percorso costruito come una successione di "camere delle meraviglie", che fa rivivere l'Appartamento del Principe, solitamente chiuso, come un infinito serbatoio di ispirazioni.

Aki Kondo e il suo Eden

mercoledì 13 aprile 2016

Plagio o atto rivoluzionario? Il letto di Magistretti si vende al grande magazzino

Rifare, copiando alla perfezione la Gioconda di Leonardo Da Vinci, non rappresenta un atto creativo, né artistico. Se qualcuno la vendesse sarebbe accusato di plagio, oltre che di truffa. Quando però Marcel Duchamp, nel 1919, rifece tale e quale Monna Lisa aggiungendole dei baffi, una barbetta e la firmò LHOOQ («elle a chaud au cul»: si concede facilmente) compì un atto assolutamente creativo e rivoluzionario. Non era una copia e quando la espose provocò scandalo. Rivoluzionario e scandaloso può essere considerato anche il letto Max esposto da MondoConvenienza. Anche questo oggetto è tale e quale al famoso Nathalie di Vico Magistretti, uno dei più apprezzati architetti e designer del ’900, ma il dettaglio del prezzo (viene venduto ad almeno un decimo di quello griffato) è talmente provocatorio, radicale, avanzato da meritarsi un applauso. Chi ha avuto l’idea di rendere accessibile a tutte le tasche un’opera di design pregiata come quella di Magistretti non può essere perseguito, quanto piuttosto considerato un benefattore dell’intera umanità oltre che un genio. Vivere in mezzo alle cose belle non può essere una prerogativa esclusiva delle persone facoltose: tutti, avendo il gusto di sceglierle, devono goderne; tutti devono potersi circondare di oggetti belli che notoriamente migliorano la qualità della vita e della socialità.

venerdì 11 dicembre 2015

Genio e leggerezza prima della catastrofe



Può esistere un periodo di creatività straordinaria mentre la nazione corre verso la catastrofe di una guerra mondiale? Assolutamente sì. Nel Ventennio le arti decorative sono state infatti l'unico ambito in cui è sopravvissuto un autentico e reale libero arbitrio e lo dimostra l'innovativa, eccentrica, spiazzante produzione tra le due guerre ben documentata dalla mostra "Dal liberty al design italiano" in corso fino al 17 gennaio al Palazzo delle Esposizioni di Roma. "Le arti decorative", spiega Guy Cogeval, il presidente del museo d'Orsay, nel catalogo edito da Skira, "dai mobili eccentrici di Carlo Bugatti, alle invenzioni dei Futuristi, fino alle inaspettate sedie rosse di Marcello Piacentini, ci parlano di una creatività gioiosa, di una capacità inventiva senza limiti, ma soprattutto definiscono un carattere italiano che ancora oggi contraddistingue il design, la moda, l'arte".