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sabato 30 marzo 2019

Ibrahim Mahama, la sua Arte è un pugno nello stomaco

Spesso le cose diventano evidenti e importanti nel momento stesso in cui vengono nascoste alla vista. Esistono, lo sappiamo, ma tolte al nostro sguardo rivelano tutto il vuoto che lascia il loro non esserci. Ci si accorge di quanto bene si vuole a una persona quando questa è lontana, ci si rammarica per tutte le volte non gli abbiamo prestato attenzione, che non abbiamo approfondito la sua conoscenza. Lo stesso meccanismo può essere applicato agli oggetti e perfino ai monumenti. Come i due caselli daziari di Porta Venezia a Milano.
Ieri mattina chi si è trovato a passare per quel nevralgico crocevia, è rimasto basito: cosa diavolo è successo ai due edifici neoclassici simbolo della città? Chi li ha "impacchettati" con quei sacchi sporchi, scarabocchiati e strappati? Ma soprattutto perché tutto questo degrado? La maggior parte di turisti e milanesi a tutto hanno pensato tranne che quella fosse un'opera di "land art" come quelle di Christo. C'è chi ha pensato ad un'occupazione da parte dei migranti. C'è chi ha pensato a un imminente restauro: che quei teloni servano a coprire il cantiere. Altri hanno creduto che fosse il set cinematografico di un film ambientato in qualche favela, alcuni hanno immaginato una spettacolare sorpresa nascosta nel loro interno.
Niente di tutto questo. Entrando nel primo casello "impacchettato" si scopre - c'è tanto di cartello - che quello è uno degli interventi su scala urbanistica di Ibrahim Mahama in occasione dell' Art Week e della Settimana del Design (dall'1 al 14 aprile).

domenica 2 aprile 2017

Fuori Salone aspettando la "Maestà Tradita"

Maestà Tradita, Gaetano Pesce
C'è da perderci la testa. Da lunedì scorso, quando a Palazzo Reale la mostra "Codice di Avviamento Fantastico" ha dato il via all'Art Week, a Milano è un susseguirsi di conferenze stampa, vernissage, incontri, party. La città è frenetica, elettrizzata e coinvolge anche coloro che con l'arte non hanno nulla a che fare: in ogni quartiere, in centro e in periferia, nei palazzi istituzionali, nei musei, nelle gallerie, nei loft privati, nei cortili delle università e perfino nei refettori dei conventi ci sono migliaia di manifestazioni che richiamano artisti, galleristi, curatori e collezionisti ma anche semplici curiosi o amanti della mondanità costringendo i giornalisti a sdoppiarsi, triplicarsi per raccontare tutto o quasi. Il clou verrà raggiunto martedì quando in contemporanea inaugurerà nell'area fieristica di Rho-Pero il 56° Salone Internazionale del Mobile per il quale sono attesi 300.000 visitatori provenienti da più di 165 Paesi, e gli oltre mille eventi del "Fuori Salone". Praticamente impossibile vedere e partecipare a tutti senza avere il dono dell'ubiquità, ma ci sono appuntamenti che non si possono assolutamente perdere, anche perché è facile imbattercisi anche solo passeggiando in città.