A centosei anni Gillo Dorfles inaugura in Triennale la sua
ultima mostra. Alle 11 in punto, il 12 gennaio scorso, era già
a Palazzo dell’Arte a Milano, mentre gli addetti all’allestimento montavano gli
ultimi pezzi in vista del vernissage della sera. «Sono molto soddisfatto
dell'allestimento. Non potevo chiedere di meglio. La parete arancione poi...
Bella», commenta mentre passa in rassegna le sue creazioni. Lui - maestro
dell’Estetica italiana, critico d’arte, pittore e filosofo - espone per la
prima volta i disegni dedicati a “Vitriol”, un personaggio da lui inventato nel
2010: una figura senza forme, inquietante e enigmatica, dagli occhi accesi,
penetranti, ipnotici che scrutano e incantano chi guarda. In mezzo, attorno,
sopra ci sono citazioni in tedesco, oltre a diverse parole e numeri che
sembrano codici da decifrare.
