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lunedì 24 febbraio 2020

Donne in gravidanza, il pudore degli artisti nel ritrarre il pancione

Chantal Joffe "Self Portrait Pregnant" (2004)
La pittrice inglese Mary Beale (1633 – 1699), è tra le ritrattiste dell’era barocca di maggior successo. Insieme a Joan Carlile, fu una delle prime donne a praticare la pittura a livello professionale e a sostenere finanziariamente la sua famiglia attraverso la sua attività di ritrattista. Cosa tutt’altro che scontata: come in altri campi lavorativi, all’epoca tradizionalmente riservati agli uomini, anche nella pittura non era facile per una donna affermarsi. Scelse attentamente i suoi clienti e usò la stima della sua cerchia di amici per farsene altri come la regina Enrichetta Maria e John Tillotson che alla fine diventò arcivescovo di Canterbury. Mary Beale si faceva pagare cinque sterline per il dipinto di una testa e dieci sterline per il mezzo corpo nei dipinti ad olio (faceva circa duecento sterline all’anno e dava il 10% dei suoi guadagni in beneficenza). La pittrice dipinse se stessa in varie occasioni, ma nel 1660, con grande coraggio,  fece il suo autoritratto da incinta insieme al marito Charles e al figlio Bart. Attorno al corpo si mise una garza a indicare il suo stato interessante e con la mano indica se stessa facendo comparire nella composizione del quadro la quarta persona ritratta, ovvero il nascituro.

venerdì 26 ottobre 2018

Le provocazioni degli "scugnizzi inglesi" che rivoluzionarono l'arte (da Gilbert&George a Damien Hirst)

Damin Hirst, Problems
Napoli. Palazzo Zevallos è un magnifico edificio del Seicento nel cuore di Napoli. I proprietari avrebbero preferito che la loro dimora fosse realizzata nei Quartieri Spagnoli, ma essendo troppo affollati dovettero ripiegare su via Toledo, «la strada più popolosa e allegra del mondo», come la definì Stendhal. E anche tra le più "focose": nel corso dei tumulti popolari del 1647, l' edificio venne preso d' assalto e dato alle fiamme.
«Una torcia accesa per la nostra mostra», avrebbe detto Gary Hume di fronte a quelle scena. Lui, insieme ad alcuni compagni di studio in uno dei college più prestigiosi di Londra, il Goldsmith, fondarono alla fine degli anni Ottanta il gruppo Young British Artist. Capeggiati da Damien Hirst (quello dello squalo immerso nella formaldeide, delle vetrine con pillole o strumenti chirurgici, dei "mandala" costituiti di farfalle, del teschio ricoperto di diamanti), quei giovani artisti erano dei provocatori bisognosi di esplodere come meteoriti in rotta di collisione con la Terra. Cresciuto nello York-shire operaio, tra educazione cattolica e vinili dei Sex Pistols, tra un arresto per taccheggio e l' altro, fu proprio Hirst ad ideare e promuovere la prima mostra degli youngbrit che si svolse nel 1988 negli ex uffici portuali della Londra. Volle chiamarla Freeze perché l' obiettivo doveva essere quello di stupire, colpire, in una parola, congelare. Il caso volle che proprio il giorno dell' inaugurazione, scoppiò un incendio in un caseggiato vicino alla sede espositiva. A Gary Hume sembrò un presagio e pronunciò la famosa frase: e davvero la mostra fu la miccia che fece esplodere una nuova modalità di espressione, aggressiva nella sua volontà comunicativa, riflesso di una posizione spesso causticamente cinica nei confronti della società.

mercoledì 3 maggio 2017

Hockney, il potere delle immagini dalle caverne all'Ipad



Compie ottant’anni a luglio e crea opere d’arte usando l’iPad. David Hockney oltre a essere tra i massimi esponenti dell'avanguardia anglosassone negli anni '60 del secolo scorso, è uno degli artisti più popolari nel Regno Unito (il 17 novembre scorso Sotheby's ha battuto la sua opera «Woldgate Woods, 24, 25 and 26 October 2006» a 11,7 milioni di dollari)  e alla Tate Britain di Londra è in corso la più vasta retrospettiva che gli sia stata mai dedicata sinora. Organizzata con il Centre Pompidou di Parigi e il Met di New York, la mostra riunisce i suoi lavori più significativi: dai primi «Love Painting» (1960-61) con i quali ha sovvertito il linguaggio dell'Espressionismo astratto in un'autobiografia omoerotica,  alle opere realizzate dopo il suo ritorno in California nel 2013 compresi i ritratti di familiari, amici e di se stesso, come  «Self Portrait with Blue Guitar» 1977;  le sue iconiche immagini piscine di Los Angeles e ovviamente le opere realizzate con l’app “Brushes” sul suo iPad che gli ha permesso, a suo dire, di risolvere il problema della luce mutevole.   

lunedì 25 gennaio 2016

Calais, i lacrimogeni e Colette: Bansky contro Francia

Bansky colpisce ancora. Le sue bombolette spray stavolta hanno lasciato il segno a Londra su un muro delll'ambasciata di Francia colpevole di aver usato la forza contro contro i migranti accampati a Calais, nel campo noto anche come The Jungle. Basnky dipinge una ragazza, Cosette, protagonista de "I Miserabili" di Victor Hugo, che lacrima copiosamente. A terra una latta di gas CS, il nome usato per il l'orto-clorobenziliden-malononitrile, usato dalle forze dell'ordine come gas lacrimogeno durante i disordini e le manifestazioni di piazza, dietro Bansky ha dipinto una bandiera francese. Ma nel graffito compare anche un QR code: basta inquadrarlo e lo smartphone appare un video con lanci di gas lacrimogeni e pallottole di gomma durante un attacco al campo dei rifugiati a Calais, il 5 gennaio scorso.

giovedì 4 settembre 2014

A Londra la prima conferenza internazionale delle anarco-femministe

Si terrà a Londra, il prossimo 19 ottobre, AFem2014 la prima conferenza internazionale anarco-femminista. L'attenzione, questo primo anno, annunciano le organizzatrici, sarà principalmente, ma non escusivamente, posta sul  movimento anarchico stesso e sul nostro posto all'interno di esso. "La necessità di far nascere un movimento simile è risultata evidente gia da qualche tempo: noi non siamo rappresentate in egual misura e spesso non veniamo prese seriamente in cosiderazione. Si sono venute a creare delle barriere che impediscono la nostra piena partecipazione politica rinforzate addirittura dal nostro medesimo movimento e dai nostri medesimi gruppi.  Sono stati fatti numerosi sforzi per fermarci, per sminuirci, per farci tacere; abbiamo subito abusi ed aggressioni fisiche che non hanno fatto altro che incrementare la nostra rabbia. Abbiamo individuato una violenta reazione antifemminista alla quale  abbiamo contrapposto idee anti-oppressive e femministe.  Questo significa quindi, che il nostro movimento non è peinamente anarchico. Noi non tollereremo tutto ciò ancora a lungo e siamo intenzionate a trasformare il  nostro movimento".

venerdì 11 luglio 2014

L'identità erotica femminile fa paura: rimossa l'opera della McCall

Non ci si crede. Nonostante siamo bombardati ogni giorno da immagini di corpi femminili usati per vendere qualsiasi cosa, dalle automobili allo yogurt, dal giornale di partito alla trasmissione televisiva, ancora oggi un pube dipinto ed esposto in una mostra fa gridare allo scandalo. L'artista Leena McCall si sarebbe permessa di proporre l'opera “Portrait of Ms Ruby May, Standing” in cui ritrae una modella che fuma una pipa coi pantaloni sbottonati da cui esce nero pelo pubico e subito la galleria londinese “The Mall Gallery” lo ha fatto rimuovere in quanto «troppo pornografico e disgustoso».