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| Damin Hirst, Problems |
«Una torcia accesa per la nostra mostra», avrebbe detto Gary Hume di fronte a quelle scena. Lui, insieme ad alcuni compagni di studio in uno dei college più prestigiosi di Londra, il Goldsmith, fondarono alla fine degli anni Ottanta il gruppo Young British Artist. Capeggiati da Damien Hirst (quello dello squalo immerso nella formaldeide, delle vetrine con pillole o strumenti chirurgici, dei "mandala" costituiti di farfalle, del teschio ricoperto di diamanti), quei giovani artisti erano dei provocatori bisognosi di esplodere come meteoriti in rotta di collisione con la Terra. Cresciuto nello York-shire operaio, tra educazione cattolica e vinili dei Sex Pistols, tra un arresto per taccheggio e l' altro, fu proprio Hirst ad ideare e promuovere la prima mostra degli youngbrit che si svolse nel 1988 negli ex uffici portuali della Londra. Volle chiamarla Freeze perché l' obiettivo doveva essere quello di stupire, colpire, in una parola, congelare. Il caso volle che proprio il giorno dell' inaugurazione, scoppiò un incendio in un caseggiato vicino alla sede espositiva. A Gary Hume sembrò un presagio e pronunciò la famosa frase: e davvero la mostra fu la miccia che fece esplodere una nuova modalità di espressione, aggressiva nella sua volontà comunicativa, riflesso di una posizione spesso causticamente cinica nei confronti della società.

