Quella figlia illegittima avuta dalla serva doveva rimanere un segreto, di quelli che non conviene rivelare per evitare imbarazzi, ma ancora di più perché dividere un’eredità con degli estranei non è piacevole. Deve averlo pensato anche Pomponio, il figlio del grande Tiziano Vecelio, quando alla morte del padre, nel 1576, trovò nel suo studio a Venezia un dipinto non terminato che ritraeva una donna così somigliante alla loro domestica Millia insieme ad una bambina. Era un quadro incompiuto, eppure splendido, eseguito con la massima cura dalle mani di un artista innamorato che non potendo gridare al mondo il suo amore si doveva accontentare di vederlo riprodotto su una tela.
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domenica 15 settembre 2019
Millia ed Emilia tornano a casa e svelano a tutti il segreto di Tiziano
Quella figlia illegittima avuta dalla serva doveva rimanere un segreto, di quelli che non conviene rivelare per evitare imbarazzi, ma ancora di più perché dividere un’eredità con degli estranei non è piacevole. Deve averlo pensato anche Pomponio, il figlio del grande Tiziano Vecelio, quando alla morte del padre, nel 1576, trovò nel suo studio a Venezia un dipinto non terminato che ritraeva una donna così somigliante alla loro domestica Millia insieme ad una bambina. Era un quadro incompiuto, eppure splendido, eseguito con la massima cura dalle mani di un artista innamorato che non potendo gridare al mondo il suo amore si doveva accontentare di vederlo riprodotto su una tela.sabato 11 maggio 2019
Biennale di Venezia 2019: il Leone d'oro va alla Lituania e pure a Arthur Jafa
È il Padiglione della Lituania alla Biennale Internazionale d'Arte di Venezia curato da Lucia Pietroiusti, con una banda di artiste provenienti da discipline diverse, Rugilè Barzdziukaitè (regista e direttrice di teatro), Vaiva Grainylè (scrittrice e poetessa), Lina Lapelyte (compositrice e artista visiva), che hanno messo in scena la performance “Sun & Sea (Marina)”.
venerdì 22 marzo 2019
Letizia Battaglia, fotografia come scelta di vita
Ha ottantaquattro anni Letizia Battaglia. Lei, prima donna europea premiata a New York con l'Eugene Smith (il più prestigioso dei riconoscimenti, il nobel per la fotografia), diventata famosa per i suoi scatti ai morti ammazzati dalla mafia (tra cui Pier Santi Mattarella) non ci sta ad essere etichettata come fotografa e ancor meno a essere conosciuta nel mondo semplicemente come "la fotografa della mafia": «Non diciamo sciocchezze! Io sono una persona, non sono una fotografa». E lo dice con così tanta convinzione che questa frase campeggia all' ingresso dell' antologica a lei dedicata che apre oggi alla Casa dei Tre Oci a Venezia, curata da Francesca Alfano Miglietti. «Quando ho fotografato l'ho fatto perché dovevo», puntualizza smontando in pochi secondi il falso mito del "divino artefice", del demiurgo e dell' ispirazione sovrannaturale.
Rivendica con orgoglio la necessità di fare quelle foto per portarsi a casa uno stipendio (era una reporter de L' Ora), e rivela senza nessun problema che la fotografia è stata la sua terapia. «La macchinetta che mi ha regalato una mia amica è stata determinante. Ero una donna con tanti problemi, ero infelice, inquieta, non avevo elaborato la strada: ero madre, ma volevo essere io», ricorda. «Sono riuscita a riappropriarmi di me quando ho iniziato a fotografare». E ancora: «La fotografia l'ho vissuta come documento, come interpretazione e come tanto altro ancora. L'ho vissuta come acqua dentro la quale mi sono immersa, mi sono lavata e purificata. L'ho vissuta come salvezza e come verità».

venerdì 1 giugno 2018
L'Arcipelago Italia alla Biennale di Venezia #Architettura
Otto monumentali libri sono spalancati dentro le Tese delle Vergini
dell'Arsenale, a Venezia. Pagine di una guida turistica che racconta
itinerari inediti del Belpaese: attraversando l'arco alpino e la
dorsale appenninica fino alla Sardegna si scoprono progetti di
architettura contemporanea, ma anche borghi storici, cammini, paesaggi e
parchi naturali che descrivono i territori interni, quelli meno
conosciuti, quelli più interni, ma ricchi di qualità e valore. Si apre
così il nostro Padiglione alla XVI Biennale di Architettura che ha appena spalancato
le sue porte al pubblico. Il curatore Mario Cucinella, l'ha
chiamato «Arcipelago Italia» ed è un vero e proprio insieme di piccoli
comuni e città che, ha spiegato lo stesso Cucinella, «nella storia hanno
rappresentato i nodi della produzione culturale, in altre parola il Dna
italiano».
lunedì 9 aprile 2018
Dancing with myself: l'egocentrismo degli artisti per raccontare la nostra società
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| Urs Fisher |
sabato 13 maggio 2017
Viva l'arte viva! Soprattutto quando celebra l'ozio #BIENNALEVENEZIA2017
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| Dawn Kasper |
Viva
l'arte viva! Soprattutto quando celebra il
dolce far niente erede dell'otium romano e della scholè
grega: un momento privilegiato, oggi tradotto nel senso peggiore con
la parola pigrizia e associato al vizio – opposto al mondo degli
affari o negotium (cui comunque l'artista non sfugge) che glorifica
il tempo libero, i momenti di inoperosità, l'inerzia.
In un mondo
che va di fretta, scosso da conflitti sociali e dalla guerra, lo
storico Padiglione Centrale (ex Padiglione Italia) ai Giardini di
Venezia per la 57esima edizione della Biennale si
trasforma in un tributo alla pigrizia. Quella che
anche Joseph Conrad aveva difficoltà a far comprendere: “Come faccio a spiegare a mia moglie che quando
guardo fuori dalla finestra sto lavorando?”. Di certo c'è che
vedere un'artista profondamente addormentata mentre le passano
accanto flotte di persone, mentre i flash delle macchine fotografiche
e le telecamere la immortalano lascia spiazzati.E pure parecchio invidiosi: sarebbe bellissimo potersi sdraiare accanto a lei dopo aver camminato tutto il giorno alla scoperta di qualche cosa di interessante tra i padiglioni dei Giardini e dell'Arsenale carichi di cartelle stampa, cataloghi e borse varie.
giovedì 13 aprile 2017
Il Leone d'oro della 57a Biennale alla femminista Carolee Schneemann
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| "Interior Scroll" 1975 |
venerdì 7 aprile 2017
Niente cadaveri, Hirst mette in mostra il tesoro del liberto
| La tuffatrice |
giovedì 6 aprile 2017
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