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venerdì 12 febbraio 2021

Diva, l'opera femminista che sta infiammando il Brasile

 


L’artista brasiliana Juliana Notari è finita al centro delle polemiche per la sua ultima opera “Diva”. Si tratta di una enorme vulva di cemento armato e resina rossa che spunta dal terreno nel parco di Land Art "Usina de Arte" di Agua Preta, nello stato del Nordest brasiliano di Pernambuco. L'opera è stata realizzata dall’artista a mano senza escavatrice. Ci ha messo 11 mesi. Misura 33 metri di lunghezza, 16 di larghezza e cinque di profondità. L'artista ha pubblicato alcune foto scattate durante la lavorazione, che le hanno attirato ulteriori critiche e insulti visto che i 20 operai che l’hanno aiutata erano tutti afro-brasiliani. Ma altrettanti sono stati i commenti positivi e di incoraggiamento.  Come quello della poetessa Cida Pedrosa, tra le più apprezzate del Paese, che ha scritto che si tratta di un’opera “bella e urgente”.

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lunedì 7 ottobre 2019

Dobbiamo tutte essere grate a Nellie Bly, cronista di fine '800

Nessuna ragazza di oggi che vuole fare la giornalista potrebbe avere un modello migliore di Nellie Bly. Lo scrive chiaramente David Randall nella prefazione della prima graphic novel a lei dedicata che ha firmato Luciana Cimino come sceneggiatrice e Sergio Algozzino come disegnatore.
Come dargli torto! Centocinquanta anni fa Nellie Bly rivoluziò il mondo del giornalismo non solo inventando le inchieste investigative sotto copertura, ma soprattutto - quando alle donne era preclusa ogni possibilità di professione e carriera - riuscì nell' impresa di farsi assumere da un quotidiano e a stracciare i colleghi maschi con imprese epocali. Un esempio su tutti: fu lei, in un mondo di viaggiatori ed espoloratori uomini, la prima a compiere in solitaria il giro del mondo in 72 giorni, 6 ore, 11 minuti e 14 secondi. È la stessa Nellie Bly nella graphic novel edita da Tunué (160 pagine, 17 euro) a raccontarlo - in un costante confronto con una giovane giornalista che vuole intraprendere la stessa carriera - come dovette lottare e come alla fine la spuntò con il suo direttore diventando simbolo di tenacia, di libertà, di emancipazione femminile.

mercoledì 6 marzo 2019

Birgit Jürgenssen: "Io sono" donna, artista, femminista

Hausfrauen-kucheshurze
Nel 1975 Birgit Jürgenssen costruì e poi si infilò il grembiule da casalinga: "Hausfrauen-kucheshurze" era una sorta di cucina indossabile con due fuochi e un forno dal quale fuoriusciva un pane a forma di pene. Poi si fotografò inquadrata da davanti e di profilo: il corpo dell’artista e la cucina diventano un unicum in quella rappresentazione ironica che mette in discussione i pregiudizi e i modelli di comportamento a cui erano (sono) soggette le donne all’interno della società.

domenica 1 ottobre 2017

"Lettere dalla vagina", la mia intervista a Mona e Mae #FestivaldiInternazionale

Mona e Mae
Sembra assurdo, eppure ancora oggi le donne conoscono poco la propria sessualità con la terribile conseguenza che alcune di noi non sanno vivere il proprio corpo con consapevolezza e serenità. Assurdo e incredibile come, dopo anni e anni di discussioni e rivendicazioni, quanto poco se ne parli. Gli effetti sono catastrofici. Uno degli ultimi sondaggi sul tema, quello pubblicato recentemente sul Daily Mail, rivela che la maggioranza delle donne sia insoddisfatta della propria vita sessuale: una donna su 10 fa sesso al massimo una volta l’anno, mentre il 50% delle intervistate ha confessato di fare l’amore una volta al mese o anche meno. È un misero 10% poi che dichiara di avere rapporti sessuali almeno una volta a settimana. Soltanto il 17% infatti si dice invece appagata.
Percentuali frustranti che si giustificano - in parte - con la mancanza di conoscenza. Cosa alla quale hanno cercato di rimediare Mona Chalabi e Mae Ryan ideando e realizzando Vagina dispatches - Lettere dalla vagina, un documentario del Guardian in quattro puntate, che altro non è che un viaggio di esplorazione per rompere i tabù sul sesso femminile, parlando di anatomia, mestruazioni, orgasmo ed educazione sessuale. La serie ha riscosso un incredibile successo, tanto da essere nominata perfino ai premi Emmy 2017.

giovedì 13 aprile 2017

Il Leone d'oro della 57a Biennale alla femminista Carolee Schneemann

"Interior Scroll" 1975
Carolee Schneemann è una delle figure più importanti nell’ambito dello sviluppo della Performance e Body Art. Conosciuta per il suo lavoro sulla sessualità, ha utilizzato il proprio corpo come materia principale della propria arte che si caratterizza per la ricerca nella tradizione visiva riguardante i taboo e il corpo dell'individuo in relazione con i corpi sociali. A lei verrà assegnato il Leone d’Oro alla Carriera della 57. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia – VIVA ARTE VIVA. La decisione è stata presa dal Cda della Biennale presieduto da Paolo Baratta, su proposta della curatrice della 57ma Biennale, Christine Macel. «Carolee Schneeman è una delle figure più importanti nell’ambito dello sviluppo della Performance e Body Art. È una pioniera della performance femminista dei primi anni ’60 e ha utilizzato il proprio corpo come materia principale della propria arte. Così facendo l’artista concepisce la donna sia come creatrice sia come parte attiva della creazione stessa», ha motivato la scelta Christine Macel.

venerdì 24 marzo 2017

Ma dai! Casanova, femminista ante litteram

Casanova (Milo Manara)
Chi l'avrebbe mai detto! Giacomo Casanova avventuriero, scrittore, massone, spia al servizio della Serenissima,  fu un femminista ante litteram. Lo dimostra il saggio pubblicato nel 1772 a Bologna nel quale il seduttore si inserisce in un dibattito tra due medici sulle differenze tra i sessi contestando vigorosamente l'idea della subordinazione della volontà femminile ai capricci uterini. Casanova beffeggia Petronio Ignazio Zacchini e Germano Azzoguidi che avevano pubblicato appena due libri sulle differenze psicologiche e fisiologiche della donna rispetto all'uomo sostenendo che le prime sono vittime del "furore uterino" ovvero ragionano con l'utero. «Un problema di lana caprina», definisce la discussione Casanova sostenendo che anche certi maschi manifestano gli stessi disturbi come le donne. E "Lana caprina" è il titolo del prezioso libro (sono in circolazione solo 15 esemplari dei 500 stampati) che la Libreria Antiquaria Drogheria 28 di Trieste presenterà alla Mostra Internazionale Libri Antichi e di Pregio che inaugura oggi (24 marzo 2017) al Salone dei Tessuti, in via San Gregorio 29.

martedì 6 ottobre 2015

I passeggini di Nari Ward: la città come Grande Madre

Tre ore non bastano. C'è Frida Kalho in versione "cerva", Virginia Wolf che indossa i vestiti della madre, Carla Accardi, Louise Bourgeois, Cindy Sherman, Judy Chicago, Sherrie Levine, Lee Miller e Man Ray, Rineke Dijkstra e Ida Applebroog tra le 127 artiste e artisti che danno vita alla mostra "La Grande Madre" allestita a Palazzo Reale. Domenica mattina, dopo averne sentito tanto parlare finalmente riesco ad andare a vederla. Con me c'è Dario, il mio compagno, incuriosito dall'arte contemporanea che ha superato la concezione di bello, di visivo e di estetico per raggiungere quella di sensorialità complessiva, ma soprattutto interessato alla "donna" e al suo potere.

giovedì 19 giugno 2014

Un compagno: "Datemi pure del maschilista, è la vostra unica giustificazione"

Anche oggi l'ennesima discussione scatenata da post di un compagno, un bravo compagno, che si diceva "stufo" dell'atteggiamento di molte donne che si definiscono femministe. Criticava il fatto che sono sempre pronte a riprendere i "maschietti", a "farti sentire un cretino". Ritiene che non hanno bisogno di identificarsi in un movimento per rivendicare i loro diritti. "Ditemi pure che sono un maschilista", ha concluso, "è l'unica giustificazione che trovate quando vi sentite attaccate e della vostra etichetta non me ne frega una beata minchia".