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lunedì 1 luglio 2019

Peter Aufreiter, addio con il botto a Urbino. L'intervista

L’austriaco Peter Aufreiter è un direttore in scadenza. Ma non lo dimostra. Con una sofferta decisione ha scelto di non rinnovare il contratto con il ministero dei Beni Culturali e dal 1° dicembre non sarà più  il responsabile della Galleria Nazionale delle Marche. Eppure continua a fare progetti, a promuovere quel territorio così ricco di cultura ma fuori dalle grandi rotte turistiche, e a invitare tutti al Palazzo Ducale di Urbino, che ormai è diventata un po’ la sua casa. Si è inventato degustazioni di vini comprese nel prezzo del biglietto di ingresso, è riuscito a far arrivare il 20% di giovani in più grazie anche al videogioco "Raffaello in Minecraft" prodotto da Microsoft (che dà ai giocatori la possibilità di creare mondi di gioco con mattoni cubici, un po’ come con i Lego) e continua a battere l’Italia per far conoscere i personaggi, la storia e la cultura di quello che fu dei centri più importanti del Rinascimento e che dal 1998 è patrimonio dell’Unesco organizzando mostre ed eventi. E proprio in occasione della presentazione della grande mostra che aprirà i battenti in autunno dedicata al Sanzio "Raffello e gli amici di Urbino" conferma, amareggiato, che dal 1° gennaio sarà direttore del Museo della Tecnica di Vienna.

martedì 21 agosto 2018

"Sono Fernanda Wittgens", la donna che salvò i capolavori di Brera dai nazisti e dalle bombe

Se la Pinacoteca di Brera è uno dei musei più importanti e visitati in Italia lo si deve soprattutto a una donna. Una donna coraggiosa, determinata e innamorata dell'arte che non si risparmiò per salvare, acquistare e rendere fruibili a tutti i capolavori che oggi i visitatori di tutto il mondo possono ancora ammirare. Lei è Fernanda Wittgens, la prima soprintendente a ricoprire il ruolo di dirigente di un importante museo fino ad allora ad esclusivo appannaggio degli uomini:  «una donna», per dirla con le sue parole, «a cui il destino ha dato compiti da uomo, ma che li ha sempre assolti senza tradire l'affettività femminile».