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venerdì 9 agosto 2019

Ozmo porta il Ratto delle Sabine in Tribunale

Nell'Oratorio della chiesa di San Pietro Martire a Rieti è conservato uno straordinario affresco realizzato tra il 1552 ed il 1554 da due pittori veronesi, i fratelli Bartolomeo e Lorenzo Torresani. Vennero chiamati dai frati domenicani  a dipingere su una parete il Giudizio Universale: i due compirono un'impresa notevole ricorrendo ai più grandi modelli iconografici, pur senza rinunciare alla loro originalità interpretativa.
Il ratto delle Sabine è invece una fra le vicende più antiche della storia di Roma, avvolta dalla leggenda. Secondo la tradizione, Romolo, dopo aver fondato Roma, si rivolse alle popolazioni vicine per stringere alleanze e ottenere delle donne con cui procreare e popolare la nuova città. Al rifiuto dei Sabini, gli antichi abitanti di Rieti, rispose con l'inganno: organizzò un grande spettacolo per attirare gli abitanti della regione e rapire così indisturbato le loro donne.
Al Giudizio Universale dei Torresani e alla storia del ratto delle Sabine si ispira il bellissimo murale che compare sul Palazzo di Giustizia di Rieti firmato da Gionata Gesi, in arte Ozmo. Si chiama Al suono delle trombe ed è a tutti gli effetti il primo intervento di street art sulla facciata di un tribunale italiano e, vuoi per l'inedita committenza che per le dimensioni (16 metri per 10 metri) e il significato dell'opera, è destinato a fare storia.

lunedì 8 ottobre 2018

Banksy in attesa della mostra non autorizzata di Milano: il primo sucidio di un'opera d'arte in diretta

L'autodistruzione della "Bambina con il palloncino"
«Aggiudicata». Non appena il battitore di Sotheby's a Londra ha pronunciato la parola magica, con il martello che inchiodava il prezzo finale stratosferico a 1.042.000 sterline (si partiva da 200mila), l'opera si è autodistrutta. La tela di Banksy "La bambina e il palloncino" appena comprata da un anonimo collezionista al telefono ha cominciato a scivolare dietro il vetro per finire sezionata in tante striscioline da un tritadocumenti nascosto nella parte inferiore della pesante cornice. Le facce di chi era presente a questo coup de théâtre alla Contemporary Art Evening Sale descrivono chiaramente lo stupore, la paura, ma anche la consapevolezza di essere testimoni del primo suicidio di un'opera d'arte in diretta.
Non era mai successo nella storia, e non sorprende che uno degli scherzi più audaci nella storia dell'arte l'abbia messo in campo Banksy, il "terrorista dell'arte". Non è chiaro se l'artista fosse presente in sala ed abbia azionato egli stesso, con un telecomando, il meccanismo nascosto. Poco dopo l'incidente, un uomo vestito di nero con cappello e occhiali da sole è stato visto discutere animatamente con le guardie all'ingresso della casa d'aste.
Quel che è certo è che Banksy ha pubblicato la scena sul suo profilo Instagram - l'unico canale social che usa per far conoscere le sue opere - commentando soddisfatto il suo ennesimo sberleffo al criticato mercato dell'arte: «Going, going, gone...», «Sta andando, sta andando, andato...».
Per poi pubblicare un video in cui svela il micidiale meccanismo con la frase di Picasso: «La voglia di distruggere è anche un desiderio creativo».

lunedì 23 aprile 2018

Scritte sui muri dell'università #ManuInvisible

Niente di nuovo sotto il sole. Oggi come ieri le novità spaventano, vengono criticate, ostacolate, ma alla fine quando sono metabolizzate, trovano apprezzamento e pure promozione. La storia si ripete: nonostante le polemiche quello che prima veniva giudicato come scandalo spesso trova legittimazione nel godimento comune. Parliamo di arte, di artisti e modi di comunicare che lasciano spiazzati, che contrappongono entusiasti e denigratori, e che poi si impongono nel gusto popolare riscuotendo successi.
Pensiamo a Gustav Klimt. Era il 1894 e il ministero per l'istruzione austriaco commissionò al maestro della Secessione alcune allegorie per il soffitto dell'Aula Magna dell'Università di Vienna. La volontà e lo scopo dei committenti era la glorificazione delle scienze razionali e dei loro effetti positivi in ambito sociale, ma Klimt - influenzato anche dalla lettura di Arthur Schopenhauer e Friedrich Nietzsche - affrontò tematiche tabù come la malattia, la vecchiaia e la povertà in tutta la loro crudezza e il loro orrore, non lasciando spazio all'idealizzazione della realtà imposta fino a quel momento dalla morale comune. La cosa non andò giù ai baroni dell'ateneo: in ottantasei, tra i quali lo stesso rettore Wilhelm Neumann, inviarono una petizione al ministero dell'Istruzione con la quale indignati chiesero di sollevare Klimt dall'incarico.

domenica 7 gennaio 2018

In giro per Milano: le saracinesche dipinte di Affori

Milano, con i suoi edifici di cristallo, le sue nuove piazze, lo skyline che punta al cielo è una città proiettata nel futuro. Ma c’è anche una Milano che con determinazione e buon gusto è intenzionata a non dimenticare il passato. Come Affori, quartiere nella periferia settentrionale della città - fino al 1923 un paese a sè stante, come molti altri inglobati in quel periodo nella grande Milano che si espandeva a vista d’occhio - che conserva ancora il sapore e le caratteristiche di un borgo d’altri tempi con lo storico platano (pare abbia oltre 180 anni) che simboleggia le radici di questa zona, i palazzi bassi, la chiesa che conserva un bellissimo dipinto del 1500 realizzato da un allievo di Leonardo da Vinci, la torre medievale di via Osculati (secolo XIV) ancora visibile con la facciata su via Enrico Cialdini, il parco e la magnifica Villa Litta. Se non ci fossero le auto e le insegne in lingua straniera sembrerebbe davvero di vivere in un’altra epoca e in un’altra città.

mercoledì 12 luglio 2017

Manu Invisible: «Oltraggio civico è il cemento fine a se stesso. I graffiti sono gesto di presenza umana e civiltà»


È stato denunciato, ha subìto diversi processi  fino a che la Corte di Cassazione lo ha prosciolto definitivamente da ogni accusa sostenendo che i suoi graffiti non sono “imbrattamento”, ma arte. E reputato uno dei più significativi writers italiani, è volato a Londra, chiamato dall'agenzia inglese Global Street Art che lo ha scelto per un intervento a Camden Town in vista dell'uscita ufficiale dell'Inghilterra dall’Unione Europea, per realizzare su una superficie di 90metri quadri il suo “Influence”. Un’opera che rappresenta la condizione politica dell'Europa che in questo periodo di grandi cambiamenti, è appunto “influenzata”  in modo incessante. Lui è Manu Invisible, lo street artist senza volto che da oltre quindici anni lascia le sue opere sui muri di mezza Europa. Con il suo vestito nero sporco di pittura e la maschera nero lucido dalle forme taglienti, ispirata alla geometria e alla notte non si ferma mai.

giovedì 29 ottobre 2015

Il passaggio all'età adulta in un murales di 70 metri

La formazione universitaria come motore della trasformazione individuale, come cardine del passaggio all’età adulta. Un racconto per immagini, a partire dagli spunti dati da un gruppo di studenti e di giovani alunni, sul significato dell’esperienza studentesca. Tutto questo, rappresentato su 70 metri di muro all’interno del campus dell’Università Bocconi.

martedì 8 settembre 2015

Graffiti legalizzati: un compromesso al ribasso?

Le centraline che regolano i semafori di Milano diventeranno opere d'arte. Dal 10 al 23 settembre cinquanta tra i più importanti urban artist del mondo saranno infatti in strada per rendere quelle anonime scatole di metallo delle opere d'arte permanenti che dialogheranno con le altre creazioni e installazioni di Urban Art Renaissance che «non è  una semplice mostra, ma è un racconto. Un romanzo contemporaneo scritto da artisti provenienti da mezzo mondo che con stili e lessici  diversi ci narrano il Medioevo attuale, senza moralismi - spiegano gli organizzatori -. Al centro sta sempre l’essere umano, con espliciti o accennati rimandi alla storia dell’arte, o attraverso espressioni inedite».

giovedì 16 luglio 2015

Niguarda, svastiche sul murales dedicato alle partigiane Lia e Stellina

Gina «Lia» e Stellina Vecchio, erano due staffette partigiane. Il pomeriggio del 24 aprile 1944 ricevettero l'incarico di portare gli ordini del Comitato di Liberazione Nazionale agli operai delle fabbriche del nord Milano, per autorizzare l’insurrezione e lo sciopero generale. Quel pomeriggio, mentre si stavano avvicinando a Niguarda, all’altezza dell’Ospedale Maggiore sentirono il rumore di molti spari - racconterà Stellina molti anni dopo - accelerarono le pedalate per paura di arrivare troppo tardi.

mercoledì 10 settembre 2014

"Il vetro è sporco": distrutta un'opera d'arte di Borondo

Non ci si crede. Gli addetti alle pulizie del centro polifunzionale di Sapri hanno distrutto un'opera d'arte contemporanea pensando che fosse sporcizia che rendeva opaco un vetro. In realtà era un doppio ritratto realizzato sulla vetrata del centro comunale in occasione della manifestazione "Oltre il muro", un festival di street art organizzato ogni anno come incontro di istanze sociali e artistiche di diverse associazioni presenti sul territorio. L'autore è Gonzalo Borondo, un giovanissimo, ma molto quotato artista spagnolo che realizza opere graffiando il vetro che ha prima cosparso di vernice.

martedì 19 novembre 2013

Campane a morto per #5Pointz: è diventato tutto bianco prima di essere demolito

«5Pointz è andato. Dipinto di bianco durante la notte e noi per poco non venivamo arrestati». Così il collettivo che autogestiva la più grande esposizioni al mondo di graffiti art ha comunicato via Twitter la fine del progetto che era punto di riferimento globale per gli artisti di strada. 5Pointz è stato riverniciato di bianco prima di demolire il complesso del Queens per costruirci grattacieli di lusso.

venerdì 25 ottobre 2013

#Alicè, i writers di Bologna si ribellano: "Basta con la caccia alle streghe"

Durante un passaggio a Bologna, aveva lasciato cinque dei suoi celebri disegni sui muri e su una pensilina della città delle Due Torri, ma nonostante si tratti di una delle più importanti street-artist italiane è stata denunciata per imbrattamento. AliCè, romana di 33 anni, impegnata in questi giorni nel sudest asiatico proprio per le sue 'creazioni', mentre l'istituto italiani di cultura loda le sue doti a Singapore è stata messa nei guai con la giustizia dal reparto sicurezza urbana e antidegrado bolognese. I vigili, dopo un'intervista di AliCe' al Corriere di Bologna nella quale lei stessa faceva riferimento ai disegni fatti in via Centotrecento, via Mascarella, via Zamboni, via del Pratello e in zona Bolognina si sono attivati e dalla 'tag' l'hanno individuata e hanno fatto scattare la denuncia alla Procura. Gli street artists di Bologna però non ci stanno e domani, 26 ottobre alle 15 hanno  chiamato a raccolta i cittadini a piazza Ravegnana per dire "basta alla caccia alle streghe".