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sabato 10 novembre 2018

Pendulum, merci e persone in movimento #MAST

Helen Levitt

 Si guardano in faccia. Il linguaggio del corpo racconta di una lei in posizione dominante, con il sopracciglio alzato e una piega della bocca sarcastica. Lui, con le braccia conserte in segno di chiusura, sostiene comunque lo sguardo della signora. Forse la coppia aveva discusso, ma la fotografa Helen Levitt ha immortalato l’uomo e la donna, a loro insaputa (scattava con la macchina nascosta sotto l’impermeabile), seduti in un vagone della metropolitana di New York mentre in silenzio, con gli occhi, comunicano tra di loro. Era il 1975.
Jacqueline Hassink
Nel 2017 gli occhi dei passeggeri del metrò non comunicano con gli altri viaggiatori: sono chini su uno smartphone, troppo presi dall’oggetto elettronico per trasmettere il proprio stato d’animo a chi sta loro vicino. Gli scatti di Jacqueline Hassink, raccolti tra il 2010 e il 2017, documentano il voluto isolamento dei pendolari dei nostri giorni. Nella sua video installazione l’artista olandese dimostra come ognuno di loro - di noi - si muova verso la propria destinazione - il posto di lavoro, la scuola - e nello stesso tempo compia un perenne viaggio virtuale per il quale non è prevista alcuna fermata. 

lunedì 2 luglio 2018

Eugene Smith e il suo viaggio all'inferno

 «Non ho mai scattato una foto, buona o cattiva, senza che mi provocasse un turbamento emotivo». Questa dichiarazione riassume il concetto di fotografia per William Eugene Smith (1918-1978), che volle e riuscì a fondere nella sua persona l'artista e il reporter. A lui non bastava realizzare il servizio: il suo obiettivo era quello di sovrapporre alla mera documentazione di aspetti crudi e dolorosi della realtà la sua visione creativa così da elevare la condizione umana ad una dimensione epica.
Non credeva alla obiettività del fotografo. Dichiarava pubblicamente di non accontentarsi di «registrare i fatti», voleva darne una giusta interpretazione così da «simbolizzare l'universale». E ci riuscì: attraverso i suoi scatti, Smith è riuscito a raccontare storie di vita toccando le emozioni e la coscienza degli spettatori.
Lo dimostra la mostra in corso alla Fondazione Mast di Bologna a cura di Urs Stahel, la prima in Italia interamente dedicata a Smith e alla sua monumentale opera realizzata a partire dal 1955 a Pittsburgh, all'epoca la principale città industriale del mondo. Il progetto, considerato da lui stesso l'impresa più ambiziosa della propria carriera, segnò un momento di svolta nella sua vita professionale e personale.

lunedì 16 aprile 2018

Mille fotografie per disegnare il Po: il capolavoro di Sohei Nishino

Il Po a metà strada tra mappa e diorama, che serpeggia come se fosse vivo. Quasi un dragone, un animale mitologico che corre nel tempo e sale nel cielo a proteggere l' uomo. Così ce lo racconta il giapponese Sohei Nishino, conosciuto nel mondo per le sue Diorama map, che ha vinto (ex-aequo con Sara Cwynar) con il suo reportage sul fiume italiano la quinta edizione del premio MAST Foundation For Photography Grant on Industry and Work, organizzato dalla Fondazione MAST di Bologna.

sabato 13 gennaio 2018

La "mostra sospesa" dal golpe di Pinochet riappare a Bologna

Quell’11 settembre 1973 era tutto pronto al Museo Nacional de Bellas Artes di Santiago del Cile. Due giorni dopo si sarebbe dovuta inagurare la mostra dedicata ai tre grandi della pittura messicana: Gabriel Orozco, Diego Rivera, David Alfaro Siqueiros. Gli inviti spediti, le 169 opere montate e il curatore Fernando Gambo davvero soddisfatto: a tagliare il nastro l’indomani sera ci sarebbe stato il presidente Salvator Allende in persona a testimonianaza di solidarietà e amicizia con il Messico finalmente arrivato alla democrazia dopo una sanguinosa rivoluzione. Avrebbe dovuto essere un giorno di festa davanti ai murales, nuovo simbolo di espressione popolare e della libertà conquistata. E invece no. Alle 9,10 del mattino, assediato dall’esercito guidato dal generale Augusto Pinochet, dal suo ufficio al palazzo della Moneda il presidente Allende via radio pronunciava le ultime parole prima di togliersi la vita: «Viva il Cile! Viva il popolo! Viva i lavoratori! Sono certo che il mio sacrificio non sarà invano, sono certo che, almeno, sarà una lezione morale che castigherà la fellonia, la codardia e il tradimento».

lunedì 6 febbraio 2017

Lavoro in movimento: mutamenti, contraddizioni, alienazione

Monte Bettogli, Carrara: nelle cave di marmo uomini e macchine scavano la montagna. Il Capo controlla, coordina e conduce cavatori e mezzi pesanti utilizzando un linguaggio fatto di gesti e di segni. Dirigendo la sua orchestra pericolosa e sublime, affacciata sugli strapiombi delle Apuane, il Capo agisce in un rumore assoluto, che incredibilmente diventa silenzio. Quindici minuti di girato firmato da Yuri Ancarani che nel 2010, con un lavoro a metà strada tra il cinema documentario e l’arte contemporanea, ha voluto raccontare le “zone” meno visibili della vita quotidiana. Il video, chiamato Il Capo, insieme a Piattaforma Luna (che in 25 minuti racconta il lavoro di sei sommozzatori impegnati a 100 metri di profondità in una camera iperbarica) e a Da Vinci (realizzato in un dipartimento di chirurgia robotica dove un medico esegue un’intera operazione comandando i bracci di un robot tramite un joystick) sono presentati,insieme ai filmati e alle installazioni di altri tredici artisti di fama internazionale, fino al 17 aprile al Mast di Bologna nella mostra Lavoro in movimento. 

sabato 10 dicembre 2016

Macchine, vapori e archivi nei musei portatili di Dayanita Singh

Musei portatili, da allestire dove e quando serve. Dentro le sue foto. Dayanita Singh è la protagonista della mostra in corso al Mast (Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia) di Bologna: una incredibile esposizione di oltre trecento scatti che raccontano il lavoro e la produzione, la vita, la sua gestione quotidiana e la sua archiviazione attraverso gli occhi di una donna fuori dal comune. L' artista indiana, una delle figure più rilevanti della fotografia contemporanea, non solo ha sviluppato una personale ricerca documentaristica e poetica, ma ha anche elaborato una modalità espositiva assolutamente originale. I suoi lavori, suddivisi in serie e capitoli, sono proposti su strutture modulabili e autoportanti in legno - paraventi, carrelli, tavoli che riprendono il concetto di griglia modernista - che edificano strutture mobili e autonome per esporre.

venerdì 25 ottobre 2013

#Alicè, i writers di Bologna si ribellano: "Basta con la caccia alle streghe"

Durante un passaggio a Bologna, aveva lasciato cinque dei suoi celebri disegni sui muri e su una pensilina della città delle Due Torri, ma nonostante si tratti di una delle più importanti street-artist italiane è stata denunciata per imbrattamento. AliCè, romana di 33 anni, impegnata in questi giorni nel sudest asiatico proprio per le sue 'creazioni', mentre l'istituto italiani di cultura loda le sue doti a Singapore è stata messa nei guai con la giustizia dal reparto sicurezza urbana e antidegrado bolognese. I vigili, dopo un'intervista di AliCe' al Corriere di Bologna nella quale lei stessa faceva riferimento ai disegni fatti in via Centotrecento, via Mascarella, via Zamboni, via del Pratello e in zona Bolognina si sono attivati e dalla 'tag' l'hanno individuata e hanno fatto scattare la denuncia alla Procura. Gli street artists di Bologna però non ci stanno e domani, 26 ottobre alle 15 hanno  chiamato a raccolta i cittadini a piazza Ravegnana per dire "basta alla caccia alle streghe".