Niente di nuovo sotto il sole. Oggi come ieri le novità spaventano, vengono criticate, ostacolate, ma alla fine quando sono metabolizzate, trovano apprezzamento e pure promozione. La storia si ripete: nonostante le polemiche quello che prima veniva giudicato come scandalo spesso trova legittimazione nel godimento comune. Parliamo di arte, di artisti e modi di comunicare che lasciano spiazzati, che contrappongono entusiasti e denigratori, e che poi si impongono nel gusto popolare riscuotendo successi.
Pensiamo a Gustav Klimt. Era il 1894 e il ministero per l'istruzione austriaco commissionò al maestro della Secessione alcune allegorie per il soffitto dell'Aula Magna dell'Università di Vienna. La volontà e lo scopo dei committenti era la glorificazione delle scienze razionali e dei loro effetti positivi in ambito sociale, ma Klimt - influenzato anche dalla lettura di Arthur Schopenhauer e Friedrich Nietzsche - affrontò tematiche tabù come la malattia, la vecchiaia e la povertà in tutta la loro crudezza e il loro orrore, non lasciando spazio all'idealizzazione della realtà imposta fino a quel momento dalla morale comune. La cosa non andò giù ai baroni dell'ateneo: in ottantasei, tra i quali lo stesso rettore Wilhelm Neumann, inviarono una petizione al ministero dell'Istruzione con la quale indignati chiesero di sollevare Klimt dall'incarico.
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lunedì 23 aprile 2018
mercoledì 12 luglio 2017
Manu Invisible: «Oltraggio civico è il cemento fine a se stesso. I graffiti sono gesto di presenza umana e civiltà»
È stato denunciato, ha subìto diversi processi fino a che la Corte di Cassazione lo ha prosciolto definitivamente da ogni accusa sostenendo che i suoi graffiti non sono “imbrattamento”, ma arte. E reputato uno dei più significativi writers italiani, è volato a Londra, chiamato dall'agenzia inglese Global Street Art che lo ha scelto per un intervento a Camden Town in vista dell'uscita ufficiale dell'Inghilterra dall’Unione Europea, per realizzare su una superficie di 90metri quadri il suo “Influence”. Un’opera che rappresenta la condizione politica dell'Europa che in questo periodo di grandi cambiamenti, è appunto “influenzata” in modo incessante. Lui è Manu Invisible, lo street artist senza volto che da oltre quindici anni lascia le sue opere sui muri di mezza Europa. Con il suo vestito nero sporco di pittura e la maschera nero lucido dalle forme taglienti, ispirata alla geometria e alla notte non si ferma mai. martedì 8 settembre 2015
Graffiti legalizzati: un compromesso al ribasso?
Le centraline che regolano i semafori di Milano diventeranno opere d'arte. Dal 10 al 23 settembre cinquanta tra i più importanti urban artist del mondo saranno infatti in strada per rendere quelle anonime scatole di metallo delle opere d'arte permanenti che dialogheranno con le altre creazioni e installazioni di Urban Art Renaissance che «non è una semplice mostra, ma è un racconto. Un romanzo contemporaneo scritto da artisti provenienti da mezzo mondo che con stili e lessici diversi ci narrano il Medioevo attuale, senza moralismi - spiegano gli organizzatori -. Al centro sta sempre l’essere umano, con espliciti o accennati rimandi alla storia dell’arte, o attraverso espressioni inedite».
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