Visualizzazione post con etichetta affreschi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta affreschi. Mostra tutti i post

lunedì 23 aprile 2018

Scritte sui muri dell'università #ManuInvisible

Niente di nuovo sotto il sole. Oggi come ieri le novità spaventano, vengono criticate, ostacolate, ma alla fine quando sono metabolizzate, trovano apprezzamento e pure promozione. La storia si ripete: nonostante le polemiche quello che prima veniva giudicato come scandalo spesso trova legittimazione nel godimento comune. Parliamo di arte, di artisti e modi di comunicare che lasciano spiazzati, che contrappongono entusiasti e denigratori, e che poi si impongono nel gusto popolare riscuotendo successi.
Pensiamo a Gustav Klimt. Era il 1894 e il ministero per l'istruzione austriaco commissionò al maestro della Secessione alcune allegorie per il soffitto dell'Aula Magna dell'Università di Vienna. La volontà e lo scopo dei committenti era la glorificazione delle scienze razionali e dei loro effetti positivi in ambito sociale, ma Klimt - influenzato anche dalla lettura di Arthur Schopenhauer e Friedrich Nietzsche - affrontò tematiche tabù come la malattia, la vecchiaia e la povertà in tutta la loro crudezza e il loro orrore, non lasciando spazio all'idealizzazione della realtà imposta fino a quel momento dalla morale comune. La cosa non andò giù ai baroni dell'ateneo: in ottantasei, tra i quali lo stesso rettore Wilhelm Neumann, inviarono una petizione al ministero dell'Istruzione con la quale indignati chiesero di sollevare Klimt dall'incarico.