Visualizzazione post con etichetta murales. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta murales. Mostra tutti i post

venerdì 9 agosto 2019

Ozmo porta il Ratto delle Sabine in Tribunale

Nell'Oratorio della chiesa di San Pietro Martire a Rieti è conservato uno straordinario affresco realizzato tra il 1552 ed il 1554 da due pittori veronesi, i fratelli Bartolomeo e Lorenzo Torresani. Vennero chiamati dai frati domenicani  a dipingere su una parete il Giudizio Universale: i due compirono un'impresa notevole ricorrendo ai più grandi modelli iconografici, pur senza rinunciare alla loro originalità interpretativa.
Il ratto delle Sabine è invece una fra le vicende più antiche della storia di Roma, avvolta dalla leggenda. Secondo la tradizione, Romolo, dopo aver fondato Roma, si rivolse alle popolazioni vicine per stringere alleanze e ottenere delle donne con cui procreare e popolare la nuova città. Al rifiuto dei Sabini, gli antichi abitanti di Rieti, rispose con l'inganno: organizzò un grande spettacolo per attirare gli abitanti della regione e rapire così indisturbato le loro donne.
Al Giudizio Universale dei Torresani e alla storia del ratto delle Sabine si ispira il bellissimo murale che compare sul Palazzo di Giustizia di Rieti firmato da Gionata Gesi, in arte Ozmo. Si chiama Al suono delle trombe ed è a tutti gli effetti il primo intervento di street art sulla facciata di un tribunale italiano e, vuoi per l'inedita committenza che per le dimensioni (16 metri per 10 metri) e il significato dell'opera, è destinato a fare storia.

mercoledì 12 luglio 2017

Manu Invisible: «Oltraggio civico è il cemento fine a se stesso. I graffiti sono gesto di presenza umana e civiltà»


È stato denunciato, ha subìto diversi processi  fino a che la Corte di Cassazione lo ha prosciolto definitivamente da ogni accusa sostenendo che i suoi graffiti non sono “imbrattamento”, ma arte. E reputato uno dei più significativi writers italiani, è volato a Londra, chiamato dall'agenzia inglese Global Street Art che lo ha scelto per un intervento a Camden Town in vista dell'uscita ufficiale dell'Inghilterra dall’Unione Europea, per realizzare su una superficie di 90metri quadri il suo “Influence”. Un’opera che rappresenta la condizione politica dell'Europa che in questo periodo di grandi cambiamenti, è appunto “influenzata”  in modo incessante. Lui è Manu Invisible, lo street artist senza volto che da oltre quindici anni lascia le sue opere sui muri di mezza Europa. Con il suo vestito nero sporco di pittura e la maschera nero lucido dalle forme taglienti, ispirata alla geometria e alla notte non si ferma mai.