Stamattina neanche voleva andarci a scuola. "L'ultimo giorno non si fa niente, le interrogazioni sono finite, c'è solo la premiazione del concorso…", mi ha detto mentre mi preparavo per andare in redazione. "Fai come ti pare. Ma almeno fa in modo che quando torno a casa la tua stanza sia a posto. Sembra che è stata investita da un uragano", le ho risposto scavalcando mucchi di vestiti sul pavimento che neanche un'istallazione di Pistoletto, sicura che al rientro l'avrei trovata nelle stesse condizioni.
Alla fine, invece, forse sperando di avere notizie dai prof sulla sua bocciatura (tutt'altro che campata in aria), ma soprattutto per non sistemare il suo "covo" ci è andata. E la notizia più bella che avesse potuto darmi è arrivata con una telefonata alle 11, mentre scrivevo un pezzo su Putin.
"Mamma ho vinto! Ho vinto! Ho vinto il primo premio", urlava al cellulare.
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sabato 6 giugno 2015
venerdì 20 giugno 2014
In attesa che lo Stato esamini mia figlia e mi dica se è indottrinata bene
Oggi lo Stato esaminerà mia figlia: tra un paio d'ore saprò se è stata indottrinata "bene" e se è meritevole o meno di continuare a studiare. A giudicarla sarà un rappresentante delle Istituzioni, il membro esterno, e quei professori che per tre anni le hanno imposto dei comportamenti in base a criteri alquanto discutibili, le hanno detto come poteva o non poteva vestirsi, con chi poteva o non poteva parlare, hanno fatto in modo che studiasse in base a programmi scritti al ministero, hanno mortificato i suoi interessi senza minimamente tenere in considerazione le sue necessità (conoscitive, pratiche), senza darle la possibilità di discutere se quello era per lei il miglior modo possibile per crescere e conoscere, se quello che le stavano imponendo di imparare la aiutasse nel suo sviluppo creativo, culturale, psichico di ragazzina "libera".
giovedì 22 maggio 2014
#strettamentepersonale Il mio libro "Il sangue politico" a Ombriano
Oggi, 23 maggio, alle 19,30 presento a Ombriano il mio libro "Il sangue politico" (Editori Riuniti): la storia di Gianni Aricò, di Angelo Casile, di Annelise Borth, di Franco Scordo e di Luigi Lo Celso che trovarono la morte a soli vent'anni in uno strano incidente stradale sull'autostrada del Sole, nei pressi di Ferentino, la notte tra il 26 e il 27 settembre 1970.
Erano partiti dalla Calabria per portare a Roma, ai compagni della Federazione Anarchica Italiana, un dossier di contro-informazione misteriosamente scomparso dal luogo dell'incidente. La loro vicenda e il dossier che avevano messo insieme si intreccia con alcune delle pagine più oscure e insanguinate della storia italiana collegate da un inquietante filo nero che parte da piazza Fontana, passa per i moti di Reggio, la strage di Gioia Tauro, il golpe Borghese. E ancora il caso Marini, l'omicidio De Mauro, la tragica fine di Mastrogiovanni. Questa è la storia di cinque anarchici che avevano scoperto cose che “avrebbero fatto tremare l'Italia”. Questa è la storia di cinque ragazzi che capirono prima di altri che l'Italia, un Paese che aveva sconfitto sul campo il fascismo, non lo aveva però estirpato, consentendo a beceri individui assetati di potere e di sangue di farlo rinvigorire e crescere fino ai giorni nostri dove convivono vecchie e nuove dittature con la loro carica di violenza e disumanità. Li hanno fermati.
Qui trovate la prefazione di Erri De Luca
Erano partiti dalla Calabria per portare a Roma, ai compagni della Federazione Anarchica Italiana, un dossier di contro-informazione misteriosamente scomparso dal luogo dell'incidente. La loro vicenda e il dossier che avevano messo insieme si intreccia con alcune delle pagine più oscure e insanguinate della storia italiana collegate da un inquietante filo nero che parte da piazza Fontana, passa per i moti di Reggio, la strage di Gioia Tauro, il golpe Borghese. E ancora il caso Marini, l'omicidio De Mauro, la tragica fine di Mastrogiovanni. Questa è la storia di cinque anarchici che avevano scoperto cose che “avrebbero fatto tremare l'Italia”. Questa è la storia di cinque ragazzi che capirono prima di altri che l'Italia, un Paese che aveva sconfitto sul campo il fascismo, non lo aveva però estirpato, consentendo a beceri individui assetati di potere e di sangue di farlo rinvigorire e crescere fino ai giorni nostri dove convivono vecchie e nuove dittature con la loro carica di violenza e disumanità. Li hanno fermati.
Qui trovate la prefazione di Erri De Luca
domenica 18 maggio 2014
Racconto: di corde, di bende, di fuoco. E di politica
Venerdì.
Sveglia, caffè,
metropolitana, citofono, cancello, quotidiani, caffè, sigaretta,
computer, rabbia, sigaretta, computer, sigaretta, computer,
sigaretta, telefono. Tram, occhiali, cane, palestra, bastoni, cena,
vino, fumo, chiacchiere, politica, individualisti e faisti, divano,
alba.
venerdì 16 maggio 2014
Il laboratorio di scrittura erotica con Slavina
![]() |
| Man Ray |
Oggi mi sono svegliata presto. Per scrivere. O meglio per fissare con le parole quello che ho provato ieri sera poco prima della mezzanotte quando, dopo averla tanto cercata, ho trovato l'illuminazione grazie a “Le parole che non o/so dire”.
giovedì 3 aprile 2014
#strettamentepersonale: i miei compagni di viaggio sul metrò
Premessa: quando vivevo a Roma non ho mai preso la metropolitana. Che piovesse, grandinasse o nevicasse, di giorno o di notte, mi sono sempre spostata sulla mia Vespa 50. Adesso che sono a Milano e il motorino sta a Garbatella mi sposto, a parte qualche rara eccezione in bici, sempre e solo con i mezzi pubblici.
Stamattina mi è successa una cosa strana: mi sono sorpresa a guardarmi attorno alla ricerca dei soliti compagni di viaggio, quelli che come me, alle 7, prendono il metrò per andare al lavoro, a scuola, o magari per andare a casa dai figli dove fanno da baby sitter ai nipoti. Mi sono accorta che ritrovarli seduti nei vagoni della linea gialla o sul tram numero 9 mi rassicura come può essere rassicurante un volto conosciuto in una città non mia.
Stamattina mi è successa una cosa strana: mi sono sorpresa a guardarmi attorno alla ricerca dei soliti compagni di viaggio, quelli che come me, alle 7, prendono il metrò per andare al lavoro, a scuola, o magari per andare a casa dai figli dove fanno da baby sitter ai nipoti. Mi sono accorta che ritrovarli seduti nei vagoni della linea gialla o sul tram numero 9 mi rassicura come può essere rassicurante un volto conosciuto in una città non mia.
martedì 31 dicembre 2013
#strettamentepersonale Un racconto di fine anno: l'Illuminazione
Scarica qui il pdf del racconto
«Chiudi
gli occhi. Fai alcuni respiri profondi. Immagina di poter buttare
fuori la tensioni e lo stress dal tuo corpo. Immagina di poter
inspirare l'energia meravigliosa che ti circonda. Lascia che ogni
respiro ti porti sempre più profondamente in uno stupendo stato di
rilassamento».
Non era la prima volta che mi
ritrovavo sdraiata sul lettino del dottor Penna. Almeno una volta a
settimana avevo preso l'abitudine di prendermi quelle due ore tutte
per me: un viaggio spirituale unico e fantastico che aveva già
riportato alla luce ricordi dell'infanzia, emozioni, ma anche vite
precedenti realmente vissute o solo immaginate, che mi avevano fatto
capire tante cose della mia esistenza.
I ricordi portano alla comprensione, e la comprensione spesso porta alla guarigione, sosteneva il dottor Penna. E io da un anno a questa parte stavo decisamente meglio. Avevo cominciato ad accettare il mio carattere, avevo cominciato ad accettare il mio corpo, avevo cominciato ad accettare i miei limiti.
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