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sabato 7 novembre 2015

#Barrikate: c'era una volta... il pozzo dei pazzi



Ho ricevuto un nuovo racconto da parte di Barrikate. Eccolo.

C'era una volta un villaggio con un unico pozzo d'acqua. Tutti gli abitanti di quel villaggio bevevano da quel pozzo. Lo avevano sempre fatto, da generazioni.
Anno dopo anno il tempo aveva cancellato l'antico segreto di quel pozzo, la cui acqua rendeva pazzi.
Ma ormai nessuno se ne rendeva conto.
E nel tempo infatti, quel villaggio, si era trasformato nel regno della pazzia.
Anche se a tutti gli effetti, per gli abitanti del villaggio, quello era il luogo della normalità.
Arrivò un giorno un forestiero nel villaggio. Da subito si rese conto che qualcosa non andava, guardando il comportamento folle della gente del villaggio.

domenica 18 maggio 2014

Racconto: di corde, di bende, di fuoco. E di politica





Venerdì.
Sveglia, caffè, metropolitana, citofono, cancello, quotidiani, caffè, sigaretta, computer, rabbia, sigaretta, computer, sigaretta, computer, sigaretta, telefono. Tram, occhiali, cane, palestra, bastoni, cena, vino, fumo, chiacchiere, politica, individualisti e faisti, divano, alba.

martedì 31 dicembre 2013

#strettamentepersonale Un racconto di fine anno: l'Illuminazione


Scarica qui il pdf del racconto
 
«Chiudi gli occhi. Fai alcuni respiri profondi. Immagina di poter buttare fuori la tensioni e lo stress dal tuo corpo. Immagina di poter inspirare l'energia meravigliosa che ti circonda. Lascia che ogni respiro ti porti sempre più profondamente in uno stupendo stato di rilassamento».
Non era la prima volta che mi ritrovavo sdraiata sul lettino del dottor Penna. Almeno una volta a settimana avevo preso l'abitudine di prendermi quelle due ore tutte per me: un viaggio spirituale unico e fantastico che aveva già riportato alla luce ricordi dell'infanzia, emozioni, ma anche vite precedenti realmente vissute o solo immaginate, che mi avevano fatto capire tante cose della mia esistenza.
I ricordi portano alla comprensione, e la comprensione spesso porta alla guarigione, sosteneva il dottor Penna. E io da un anno a questa parte stavo decisamente meglio. Avevo cominciato ad accettare il mio carattere, avevo cominciato ad accettare il mio corpo, avevo cominciato ad accettare i miei limiti.