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lunedì 6 giugno 2016

Mea culpa di una madre: Sofia ha vinto


Devi studiare! Smetti di perdere tempo! Concentrati!
Sono una madre rompipalle lo so: l'ultima in ordine cronologico a farmelo notare è stata la mia amica Benedetta con un messaggio su WhatsApp. Mia figlia, invece, si limita a guardarmi per poi come se nulla fossa rimettersi a fare quello che stava facendo: niente, i miei rimproveri le entrano da un orecchio e le escono dall'altro. Sorride con le cuffie a palla mentre si mette lo smalto alle unghie, prova qualche nuova pettinatura o cerca  quella maglietta sepolta sotto cumuli di abiti abbandonati da giorni sul pavimento vicino a libri, quaderni, penne mozzicate e calzini sporchi. "Metti a posto la stanza che se viene qualcuno", è il mio disperato appello quotidiano (tanto che è diventato una canzone di Dario dedicata a lei).

sabato 6 giugno 2015

Sofia, la "primina" che ha vinto il concorso letterario del liceo

Stamattina neanche voleva andarci a scuola. "L'ultimo giorno non si fa niente, le interrogazioni sono finite, c'è solo la premiazione del concorso…", mi ha detto mentre mi preparavo per andare in redazione. "Fai come ti pare. Ma almeno fa in modo che quando torno a casa la tua stanza sia a posto. Sembra che è stata investita da un uragano", le ho risposto scavalcando mucchi di vestiti sul pavimento che neanche un'istallazione di Pistoletto, sicura che al rientro l'avrei trovata nelle stesse condizioni.
Alla fine, invece, forse sperando di avere notizie dai prof sulla sua bocciatura (tutt'altro che campata in aria), ma soprattutto per non sistemare il suo "covo" ci è andata. E la notizia più bella che avesse potuto darmi è arrivata con una telefonata alle 11, mentre scrivevo un pezzo su Putin.
"Mamma ho vinto! Ho vinto! Ho vinto il primo premio", urlava al cellulare.