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mercoledì 15 novembre 2017

Outsiders: gli artisti che la vita prese a calci in culo

Anita Berber
«La baronessa non è una futurista: lei è il futuro», disse Marcel Duchamp a proposito di Elsa von Frenytag-Loringhoven. E aveva ragione. Nata povera nel 1874 a Swinemunde (città sul Mar Baltico della Pomerania), divenuta nobile ma morta in miseria nel 1927 in circostanze mai chiarite, Elsa è stata un'artista che ha anticipato di mezzo secolo mode e tendenze. Tre matrimoni e molti colpi di scena alle spalle, bisessuale, sempre eccentrica nel modo di presentarsi (come quando si rasava il cranio o si adornava con oggetti pescati nei cassonetti della spazzatura), affetta da incurabile cleptomania, era conosciuta al tempo per le performance che metteva in scena - seminuda o vestita di lattine - nei luoghi più inconsueti, fra cui bettole mal frequentate o strade e piazze newyorkesi. Ma anche perché recuperava cose dai bidoni dell'immondizia e li usava per assemblaggi, sculture, pitture trasformando i rifiuti in opere d'arte. Il suo nome era noto pure per le poesie, alcune di esse dedicate al folle e non ricambiato amore di quella stagione, quello per il dada Duchamp al quale suggerì perfino l'idea del suo rivoluzionario orinatoio (Fountain) del 1917. Di lei, oggi, non si ricorda quasi più nessuno.

domenica 22 novembre 2015

Vivian Maier, la fotografa ritrovata

Autoritratto, 1953
Raccontano che aveva l’abitudine di inveire contro gli uomini o a tenersene a debita distanza. Un giorno, salita su un ceppo per scattare una foto, dette un pugno a uno che in piedi vicino a lei, pensando di aiutarla a mantenere l'equilibrio, aveva allungato la mano: il poveretto finì in ospedale. Era così «Vivian Maier, la fotografa ritrovata» protagonista della mostra aperta il 20 novembre a Forma Meravigli a Milano. Decisa e intransigente nei modi, imponente ma discreta, il mondo ha conosciuto la sua straordinaria opera solo dopo la sua morte avvenuta in completa indigenza nel 2009. L’agente immobiliare John Maloof nel 2007 stava facendo una ricerca sui quartieri di Chicago e acquistò l’archivio che era stato confiscato alla Meier e messo all’asta per un mancato pagamento.