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| Autoritratto, 1953 |
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Raccontano che aveva l’abitudine di inveire contro gli uomini o a
tenersene a debita distanza. Un giorno, salita su un ceppo per scattare
una foto, dette un pugno a uno che in piedi vicino a lei, pensando di
aiutarla a mantenere l'equilibrio, aveva allungato la mano: il poveretto
finì in ospedale. Era così
«Vivian Maier, la fotografa ritrovata»
protagonista della mostra aperta il 20 novembre a Forma Meravigli a
Milano. Decisa e intransigente nei modi, imponente ma discreta, il mondo
ha conosciuto la sua straordinaria opera solo dopo la sua morte
avvenuta in completa indigenza nel 2009. L’agente immobiliare John
Maloof nel 2007 stava facendo una ricerca sui quartieri di Chicago e
acquistò l’archivio che era stato confiscato alla Meier e messo all’asta
per un mancato pagamento.