«Se volete capire davvero l'uomo e l'artista Renato Mambor dovete partire dalle ultime opere», consiglia Patrizia Speciale a chi si accinge a visitare la mostra dedicata al suo compagno scomparso all'età di 78 anni nel 2014 appena inaugurata al Palazzo delle Stelline. E proprio una delle ultime opere di Mambor, peraltro inedita, apre la rassegna: un'installazione-autoritratto di cinque ieratiche sagome bianche che portano al posto del cuore, su piccole mensole, cuori in materiali diversi (cuoio, ceramica) e un metronomo: opera al tempo stesso metafisica e gioiosa, che ribadisce l'ardente desiderio dell'artista di non lasciare mai spazio alla disillusione e al cinismo, costituendo sempre con i propri lavori «una fonte di ricerca della conoscenza». Il titolo è “Re di cuore”, quel cuore che lo aveva “tradito” nel 1987 costringendolo ad un importante intervento chirurgico e che con il suo ritmo «porta l'universo dentro di noi» segna l'inizio, ma anche la conclusione della retrospettiva "Connessioni invisibili" che racconta 55 anni di impegno artistico durante i quali Mambor ha rinnovato instancabilmente le forme e approfondito la conoscenza di sé inventando dispositivi di comunicazione che coinvolgessero lo spettatore lasciando opere di grande valore e significato.
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giovedì 9 febbraio 2017
sabato 21 maggio 2016
Eadweard Muybridge, l'assassino nudo
Un colpo di pistola dritto al cuore e il sindaco di San Francisco, Harry Larkyns, stramazzò a terra morto. Era il 17 ottobre 1874. A sparare era stato il fotografo Eadweard Muybridge in un raptus di gelosia. «Era l’amante di mia moglie Flora», si giustificò l’inglese immigrato negli States confessando il delitto. Poi fuggì in Messico lasciando sul più bello lo straordinario esperimento che stava compiendo con la sua macchina fotografica: dimostrare che «i cavalli volano».
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