Giulio Paolini e le sue fonti di ispirazione. La mostra del Bello ideale appena inaugurata alla Fondazione Carriero di Milano illustra il percorso introspettivo del maestro, indiscusso pioniere dell’arte concettuale, interrogandosi se questo oissa essere costituito da un'unica opera continua, una costante variazione originata dal suo primo lavoro Disegno Geometrico del 1960 con la squadratura a inchiostro della superficie di una tela dipinta a tempera bianca. Questo gesto preliminare di qualsiasi rappresentazione rimarrà il punto di “eterno ritorno” dell'universo di pensiero paoliniano: momento topico e istante originario che rivela l'artista a se stesso, rappresenta il fondamento concettuale di tutto il suo lavoro futuro.
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domenica 28 ottobre 2018
giovedì 18 ottobre 2018
Quel rivoluzionario di Picasso che si ispirava all'antico
Anche l’antico un tempo è stato moderno. Lo sa bene il rivoluzionario Pablo Picasso distruttore del Bello canonico. Proprio in quell’antico il maestro spagnolo scoprì le forme adatte alla metamorfosi dei codici della pratica artistica accademica che lo portarono nel 1907 a inventare le Demoiselles d’Avignon, opera riconosciuta come il manifesto di una nuova estetica. Le radici, il passato sono gli elementi ricorrenti e costanti della sua poetica e del suo fare artistico: ha assorbito e fatto suo il mondo antico, quello del Mediterraneo, di Grecia, Spagna, Italia, Cicladi e Cipro. Ha indagato miti e mitologia; ha reinterpretato divinità, fauni, satiri, ninfe e menadi dando loro dolore, gioia e vita. Egli stesso è entrato nell’Olimpo nelle vesti di Pan dopo essere stato Zeus.
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