venerdì 1 settembre 2017

Kirby, il papà di Capitan America compie cent'anni

Sulla sua tomba, nel cimitero di Thousand Oaks, in California, sulla lapide c' è l' incisione di una corona. Eh sì, perché lui, Jack Kirby, al secolo Jacob Kurtzberg (New York, 28 agosto 1917 - New York, 6 febbraio 1994), è unanimemente considerato «the King», il re del fumetto.
Avete presente Capitan America, Hulk, gli Avengers, gli X-Men e i Fantastici Quattro? Sono tutte sue creature: la quantità di tavole prodotte e di personaggi che sono scaturiti dalla sua immensa fantasia e il suo stile inconfondibile che ha tracciato la strada per gli artisti che sono venuti dopo,  lo hanno reso il vero «King of Comics».

A lui, nel centenario della nascita, è dedicata la mostra che apre oggi a «Wow», il Museo del fumetto, dell'illustrazione e dell’immagine animata di viale Campania. Obiettivo. documentare l'evoluzione dello stile di Kirby attraverso una selezione di albi provenienti dall'archivio della Fondazione Fossati e ingrandimenti scenografici, ma soprattutto grazie a 25 tavole originali provenienti dalle più importanti collezioni private, selezionate dai curatori proprio perché rappresentano perfettamente i tratti peculiari dello stile di questo grande artista, pescando sia dalle sue creazioni più note sia da quelle oggi dimenticate.
In ogni tavola è possibile trovare un elemento chiave del suo stile, un momento cardine della sua carriera o anche solo una vignetta che mostrerà perché Kirby era chiamato il Re.
Le tavole sono commentate dai curatori della mostra, dai critici che collaborano con le principali realtà dedicate al fumetto (BadComics, Fumettologica, Fumo di China, Lo Spazio Bianco, Sbam!
Comics) e dagli editor di Panini Comics. E ci si accorge così, per usare le parole di Jeet Heer per Comics Comics, che Jack Kirby era il XX secolo, era l' immigrato stipato negli appartamenti di New York (Street Code); era il ragazzino tosto del ghetto i cui giorni di lotta di strada lo hanno preparato a essere un guerriero (Boy Commandos); era il fervore patriottico che fece vincere la guerra al Nazismo (Capitan America), era il panico demenziale nei confronti della sovversione comunista (Fighting American), era la corsa allo spazio e la promessa della scienza (Sky Masters, Reed Richards). Ma anche la moglie intelligente intrappolata nel fascino femminile, costretta ad accettare il ruolo di genere (la Donna Invisibile). Era la paura delle radiazioni e del fallout nucleare (Hulk).
Era il movimento dei diritti civili e la liberazione del Terzo Mondo (Pantera Nera). Era il complesso militare industriale (Nick Fury). Era anche gli hippy che rifiutano il consenso della Guerra Fredda e volevano creare la loro controcultura (i Forever People). Era l' artista che cercava di scappare dal suo retroterra degradante (Mister Miracle). Era il femminismo (Big Barda). Era Nixon e la destra religiosa (Darkseid e Glorioso Godfrey). Era il vecchio soldato stanco da una vita di battaglie (Captain Victory). «Ci sono stati pochi sviluppi significativi nella storia del ventesimo secolo americano che non sono stati in qualche modo rivisti dalla sensibilità bizzarra di Kirby. Jack Kirby era il XX secolo», dice Heer.
Il giorno 16 settembre, alle ore 16 «WOW Spazio Fumetto» ospiterà all' interno della mostra un incontro interamente dedicato all' artista, alla presenza di esperti e fumettisti che sono stati influenzati dalla sua arte. La mostra si potrà visitare gratuitamente fino al 15 ottobre.

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