Alessandra Pucci è una forza della natura. Accogliente, solare, impegnata. Entrare nella sua "bottega" a San Giovanni è un'esperienza che lascia il segno. In tutti i sensi.
Bravissima e innovativa hair stylist ha fatto di Riccio Capriccio un posto dove oltre a diventare belle ci si arricchisce parlando di arte, di libri, di cultura, ma anche e soprattutto si fa e si riceve solidarietà. Ovviamente insieme a Franco e alla banda di parrucchieri, estetiste e professioniste del colore (Cinzia, Barbara, Ivan, Susie) che ogni giorno coccolano i clienti a suon di musica a tutto volume con consigli, dritte e un pezzo di cuore.
E' lei, infatti, che con Franco si è inventata "Un taglio solidale": un progetto sociale libero, democratico, aperto e apartitico che, come un atto di solidarietà e resistenza, mette in rete imprese che si occupano di bellezza, salute, benessere, arte interessate ad aiutare le donne a combattere e superare la crisi attuale della società.
venerdì 11 aprile 2014
giovedì 3 aprile 2014
#strettamentepersonale: i miei compagni di viaggio sul metrò
Premessa: quando vivevo a Roma non ho mai preso la metropolitana. Che piovesse, grandinasse o nevicasse, di giorno o di notte, mi sono sempre spostata sulla mia Vespa 50. Adesso che sono a Milano e il motorino sta a Garbatella mi sposto, a parte qualche rara eccezione in bici, sempre e solo con i mezzi pubblici.
Stamattina mi è successa una cosa strana: mi sono sorpresa a guardarmi attorno alla ricerca dei soliti compagni di viaggio, quelli che come me, alle 7, prendono il metrò per andare al lavoro, a scuola, o magari per andare a casa dai figli dove fanno da baby sitter ai nipoti. Mi sono accorta che ritrovarli seduti nei vagoni della linea gialla o sul tram numero 9 mi rassicura come può essere rassicurante un volto conosciuto in una città non mia.
Stamattina mi è successa una cosa strana: mi sono sorpresa a guardarmi attorno alla ricerca dei soliti compagni di viaggio, quelli che come me, alle 7, prendono il metrò per andare al lavoro, a scuola, o magari per andare a casa dai figli dove fanno da baby sitter ai nipoti. Mi sono accorta che ritrovarli seduti nei vagoni della linea gialla o sul tram numero 9 mi rassicura come può essere rassicurante un volto conosciuto in una città non mia.
domenica 23 marzo 2014
Rapimento Moro, chi c'era sull'Honda a via Fani?
Ma quali servizi, sulla moto Honda di via Fani c’erano due giovani che abitavano nel quartiere. Questa la risposta di di Marco Clementi e Paolo Persichetti alle dichiarazioni rilasciate dall'Ansa da Enrico Rossi, ispettore di polizia in pensione, che rivela, partendo da una lettera anonima inviata al quotidiano la Stampa nel 2009, che a cavallo della Honda c'erano due presunti agenti del Sismi, i servizi segreti militari, ovviamente deceduti nel frattempo.
Qui c'è l'articolo di Insorgenze.
Questa invece la rivelazione di Rossi. «Tutto è partito da una lettera anonima scritta dall'uomo che era sul sellino posteriore dell'Honda in via Fani quando fu rapito Moro. Diede riscontri per arrivare all'altro. Dovevano proteggere le Br da ogni disturbo. Dipendevano dal colonnello del Sismi che era lì». Enrico Rossi, ispettore di polizia in pensione, racconta all'ANSA la sua inchiesta. L'ispettore racconta che tutta l'inchiesta è nata da una lettera anonima inviata nell'ottobre 2009 a un quotidiano.
Qui c'è l'articolo di Insorgenze.
Questa invece la rivelazione di Rossi. «Tutto è partito da una lettera anonima scritta dall'uomo che era sul sellino posteriore dell'Honda in via Fani quando fu rapito Moro. Diede riscontri per arrivare all'altro. Dovevano proteggere le Br da ogni disturbo. Dipendevano dal colonnello del Sismi che era lì». Enrico Rossi, ispettore di polizia in pensione, racconta all'ANSA la sua inchiesta. L'ispettore racconta che tutta l'inchiesta è nata da una lettera anonima inviata nell'ottobre 2009 a un quotidiano.
giovedì 20 marzo 2014
Mausoleo di Graziani: ma quale danneggiamento, sì è scritta solo la verità
Cari e care,
siamo i 3 ragazzi accusati di aver imbrattato il mausoleo intitolato a rodolfo graziani, una delle figure di spicco del ventennio fascista.
Per molti fascisti nostrani questo mausoleo (inaugurato nell'agosto 2012) è stato il compimento del percorso che il movimento sociale, ad Affile (RM), aveva intrapreso dal dopo guerra. Già nel '67 infatti venne presentato il progetto del suddetto dal celebrato sindaco affilano Luigi Ciuffa (esponente dell' msi e sindaco della cittadina per 40 anni).
siamo i 3 ragazzi accusati di aver imbrattato il mausoleo intitolato a rodolfo graziani, una delle figure di spicco del ventennio fascista.
Per molti fascisti nostrani questo mausoleo (inaugurato nell'agosto 2012) è stato il compimento del percorso che il movimento sociale, ad Affile (RM), aveva intrapreso dal dopo guerra. Già nel '67 infatti venne presentato il progetto del suddetto dal celebrato sindaco affilano Luigi Ciuffa (esponente dell' msi e sindaco della cittadina per 40 anni).
venerdì 7 marzo 2014
#arte: Un libro fatto a fette
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| L'opera di Glenda Lèon |
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