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domenica 28 luglio 2013
Cento anni il boia Priebke, diciotto anni la vittima: Lallo Orlandi Posti
«Io non vorrei mandare all'inferno nessuno. Ma per i tedeschi come Erich, che seviziano i prigionieri, vorrei inventare nuove torture». A scrivere queste parole è Orlando Orlandi Posti prigioniero a via Tasso nel febbraio 1944. Sta parlando del capitano Erich Priebke che domani, 29 luglio, compierà 100 anni.
Il boia nazista ha raggiunto il secolo di vita. Mio zio Lallo, invece, aveva appena compiuto diciotto anni quando venne trucidato su suo ordine nelle cave delle Ardeatine il 24 marzo dello stesso anno. Fu ammazzato con un colpo di pistola alla testa dopo 50 giorni di torture fisiche e morali. Il suo corpo quando venne scoperto l'eccidio era irriconoscibile: i capelli neri e ricci erano diventati tutti bianchi e dritti.
Era alto e bello Lallo quando armato di un vecchio fucile stava tra gli studenti, le donne, gli operai che cercavano di respingere le armate tedesche a Porta San Paolo e sulle rive dell'Aniene. Studente dalle scuole magistrali, a diciassette anni era entrato nella Resistenza: seminava chiodi per strade per fermare le autocolonne tedesche, trasportava armi, partecipava alle dimostrazioni per boicottare le lezioni all'università da dove erano stati esclusi gli ebrei e gli antifascisti. Lo hanno fermato la mattina del 3 febbraio 1944 non prima però di essere riuscito ad avvertire i compagni di un'imminente retata.
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