Primo. Erich Priebke mente
dicendo che i comandi tedeschi avevano affisso manifesti in cui
minacciavano rappresaglie in caso di azioni contro di loro. I
manifesti fatti affiggere da Kesselring dopo l'occupazione di Roma
dicevano che i colpevoli di azioni antitedesche (quindi: non ostaggi che
non c'entravano) sarebbero stati puniti secondo il codice militare
germanico. Un manifesto sulle Fosse Ardeatine fu affisso, ma dopo, a
strage avvenuta. E dimenticano la fatidica frase finale, «quest'ordine è
già stato eseguito». Le persone che dicono di averlo visto prima sono
forse tratte in inganno dall'errore di sintassi in cui si dice che 10
italiani per un tedesco «saranno» uccisi. Tutto questo Priebke lo sapeva
benissimo, visto che era al comando. Se dice il contrario non è perché
si sbaglia ma perché mente.
