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domenica 18 giugno 2017

Quanto horror nei quadri di Hopper!



Room in NY (1936)
Una signora sola in un bar. Il diner più famoso d'America, con la sua vetrata piena di luce contro il buio della notte. Una sigaretta fumata di fronte a una finestra aperta, lasciando che il sole penetri nelle ossa. Una coppia separata da una noia invincibile. Un cinema mezzo vuoto dove una donna aspetta l'uomo che ama. Sono tutte descrizioni di celebri dipinti di Edward Hopper, uno dei più conosciuti pittori del '900 che con apparente semplicità di linee e colori ha saputo raccontare il lato oscuro del sogno americano. Opere caratterizzate da un sofisticato gioco di luci fredde, taglienti, volutamente artificiali, e dalla drammatica incomunicabilità tra i soggetti rappresentati. La direzione dei loro sguardi e i loro atteggiamenti narrano qualcosa che lo spettatore non vede. Scene silenziose, capaci però di evocare spunti per immaginare storie.