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mercoledì 18 settembre 2019

Training Humans: l'intelligenza artificiale non è poi così intelligente

Entri un una stanza e guardando due monitor ti accorgi non solo che sei stata ripresa da qualche telecamera nascosta chissà dove, ma anche che sei stata “schedata” e “interpretata” da un’intelligenza artificiale. Nel mio caso in maniera sbagliata. Non solo ha sbagliato l’età, mi ha “letto” più giovane di un lustro (e questo potrebbe anche essere un motivo di vanto) nonostante i miei capelli siano tinti di bianco, ma soprattutto ha preso un abbaglio sul mio stato d’animo. Secondo lei sono in preda alla paura. Perchè dovrei aver paura visto che sono in un posto splendido, circondata da tante persone rassicuranti e garbate, e sto vedendo una mostra? La risposta è una: l’intelligenza artificiale è meno intelligente di quel che si pensi. O meglio: chi l’ha addestratata non le ha fornito informazioni elaborate correttamente. E proprio su questo si concentra Training Humans, la mostra concepita da Kate Crawford, professoressa e studiosa nell’ambito dell’intelligenza artificiale, e Trevor Paglen, artista e ricercatore, che ha appena aperto all’Osservatorio Fondazione Prada di Milano.