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venerdì 6 ottobre 2017

I gatti di Kuniyoshi, il visionario del mondo fluttuante


Era sempre circondato da gatti - a volte anche dieci - e a casa sua c'era addirittura un altarino dedicato ai suoi felini defunti con tanto di tavoletta funebre con il loro nome, come era prassi nella tradizione giapponese per ricordare i familiari passati all' altro mondo. E ancora: appena morì il suo amato gatto nero chiese al suo allievo Yoshimune di andare a chiamare il prete buddista affinché gli desse il nome postumo e celebrasse il funerale. Lui è Utagawa Kuniyoshi (1797-1861), uno degli ultimi e più interessanti artisti di ukiyoe (le xiilografie note in occidente anche come "stampe del mondo fluttuante") e pare che dipingesse con almeno un micino in grembo o infilato nel kimono.
Non stupisce quindi che gran parte della sua produzione artistica sia proprio dedicata agli adorati felini. Considerati un affascinante specchio dell'imprevedibilità della natura umana, erano loro ad offrirgli ispirazione per le sue opere e a personificare lo spirito tipico dell' abitante di Edo (oggi Tokio) della metà dell'Ottocento: spensierato e sempre alla ricerca di nuovi piaceri. Ecco allora i gatti che si trastullano nelle case da tè insieme a cortigiane micette dai sontuosi kimoni dai sontuosi, i gatti vestiti all' ultima moda che giocano a palla, gatti in relax nel centro benessere, gatti in amore. Ma anche gatti al lavoro come i portatori di lanterne con i loro tatuaggi o come samurai con la spada al fianco.