«Come abbiamo armato lo Stato islamico». In un nuovo rapporto Amnesty
International denuncia come «decenni di forniture mal regolamentate di
armi all’Iraq e gli scarsi controlli sul terreno» abbiano messo a
disposizione dell’Is un «ampio e mortale arsenale», usato per compiere
crimini di guerra, e violazioni del diritto internazionale umanitario e
crimini contro l’umanità su scala massiccia nello stesso Iraq e in
Siria. Basandosi sull’analisi da parte di esperti di migliaia di
video e immagini di cui è stata verificata l’autenticità, il rapporto di
Amnesty International - intitolato «Fare scorta: come abbiamo armato lo Stato islamico» - spiega come il gruppo armato stia usando oltre 100
diversi tipi di armi e munizioni, in larga parte prelevate dai depositi
militari iracheni, concepite e prodotte in almeno 25 Paesi, compresi
Russia, Cina, Usa e alcuni Stati dell’Unione Europea.
