Libertà di scelta. Anche quella di non incontrare dopo trentacinque anni la figlia che ha messo al mondo per poi, con la morte nel cuore, darla subito in adozione. Adele, questo il nome di fantasia scelto da Repubblica per raccontare la sua storia, ha detto no a un'assistente sociale che l'ha contattata su mandato del Tribunale dei minori di Roma, per chiedere se voleva vedere la figlia che ha presentato un'istanza per conoscere la genitrice. La ragazza è malata e vorrebbe sapere dalla madre naturale se la sua malattia è di origine genetica. Adele ha accettato di rendere noti i suoi dati sanitari, ma dell'incontro non vuole sentirne parlare.
